Home / Blog / Meta, Termini commerciali dal 30 ottobre
Novità Meta · Termini commerciali e crawling dei siti
Meta, Termini commerciali dal 30 ottobre: usare Facebook e Instagram per lavoro autorizza Meta a leggere il tuo sito. Le scelte sul robots.txt per chi vende online
Dal 30 ottobre 2026 i nuovi Termini commerciali di Meta autorizzano i suoi crawler a leggere e copiare i siti collegati a chi usa Facebook, Instagram o WhatsApp per lavoro, e il consenso arriva continuando a usarli. La nostra tesi: niente panico e niente fuga da Meta, ma prima di quella data ogni impresa con un sito deve scrivere nel robots.txt una scelta esplicita, crawler per crawler.
I Termini commerciali di Meta cambiano il 30 ottobre 2026: secondo Search Engine Journal (16 ottobre 2026), la nuova versione autorizza Meta a usare bot e crawler, anche con credenziali di prova, per accedere, indicizzare e copiare i siti collegati a chiunque usi i suoi prodotti per lavoro, dalla pubblicità alla sola gestione di una Pagina. La documentazione di Meta per sviluppatori elenca cinque crawler diversi, e due di loro possono ignorare il robots.txt in alcuni casi. Qui trovi cosa è certo e cosa è conteso (la frase sull'addestramento dell'AI), cosa dice la legge europea, come controllare i siti collegati e il tuo robots.txt, e cosa conviene fare se vendi online.
Cosa cambia con i nuovi Termini commerciali di Meta dal 30 ottobre?
I Termini commerciali (Commercial Terms) sono il contratto che si aggiunge alle normali condizioni d'uso di Facebook, Instagram e WhatsApp quando li usi per lavoro: per fare inserzioni, ma anche solo per gestire la Pagina dell'attività, vendere prodotti o rispondere ai clienti. La versione nuova entra in vigore il 30 ottobre 2026 e sostituisce quella del 6 marzo 2024, secondo PPC Land (18 ottobre 2026). Il caso è nato il 15 ottobre, quando Nieman Lab ha pubblicato il parere di tre giuristi sulla nuova clausola dedicata ai siti web; Search Engine Journal e PPC Land l'hanno ripreso il 16 ottobre.
La clausola autorizza Meta, o chi agisce per suo conto, a usare software automatici (bot, crawler, cioè programmi che visitano le pagine e ne leggono il contenuto) per accedere, indicizzare, copiare in cache e ripassare i domini e le pagine collegati ai prodotti o servizi dell'azienda. Il testo prevede anche la possibilità di creare "credenziali di prova" (test credentials), cioè account di prova per entrare nelle pagine, secondo Search Engine Journal (16 ottobre 2026). Il punto più discusso è un altro: a cosa può servire il contenuto letto.
| Punto | Cosa risulta | Quanto è solido |
|---|---|---|
| Data di efficacia | 30 ottobre 2026, per i Termini commerciali e per i Termini per le inserzioni self-service (Self-Serve Ad Terms) | Concordano tutte le fonti lette |
| Chi è coinvolto | Qualunque uso business dei prodotti Meta, dalla pubblicità alla sola gestione di una Pagina | Search Engine Journal, 16 ottobre 2026 |
| Come si accetta | Continuando a usare i prodotti per lavoro; nessuna rinuncia parziale alla clausola | Search Engine Journal e PPC Land |
| Uso dei contenuti per "addestrare" i prodotti Meta | Presente nella prima versione pubblicata; secondo Unite.ai e The Verge rimosso il 17 ottobre; secondo PPC Land ancora presente il 18 ottobre nell'anteprima in inglese per il Regno Unito | Conteso: non sappiamo quale testo sarà in vigore il 30 ottobre |
| robots.txt | Il testo dei Termini non lo cita; Meta dichiara che resta valido | Dichiarazione di Meta, non scritta nel contratto |
La frase sull'addestramento: tolta o no?
Nella prima versione, dopo l'autorizzazione al crawling, c'era la frase "Meta may use any content from such domains, web pages, or URLs to provide, develop, improve, research, train" (Meta può usare qualsiasi contenuto di quei domini, pagine o URL per fornire, sviluppare, migliorare, fare ricerca, addestrare). Unite.ai ha confrontato le copie della pagina d'anteprima salvate su Wayback Machine il 16 e il 17 ottobre 2026: nella seconda la frase non c'è più, e la finalità diventa "to provide, develop, improve, research, and maintain advertising and business products", cioè prodotti pubblicitari e per le aziende, senza la parola "train". The Verge, il 17 ottobre, ha dato la stessa notizia. Il 18 ottobre PPC Land ha riaperto l'anteprima dei Termini nell'edizione inglese per il Regno Unito e ha trovato la frase identica a prima. Nessuna delle fonti spiega la differenza: potrebbe dipendere dalla lingua, dal paese o dal momento della lettura. Noi non siamo riusciti ad aprire la pagina ufficiale dei Termini, e lo diciamo: su questo punto riportiamo le testate, non il contratto.
Il 17 ottobre un portavoce di Meta ha dichiarato che la parte sul crawling si applica "solo ai nostri prodotti pubblicitari e per le aziende" (riportato da PPC Land il 18 ottobre); PPC Land osserva di non aver trovato questa limitazione nel testo che ha letto. Secondo Unite.ai (17 ottobre 2026), Meta ha anche assorbito nei Termini commerciali i Termini del catalogo prodotti (Product Catalog Terms), e nei Termini per le inserzioni quelli sull'AI generativa per le creatività.
E in Italia?
Le fonti descrivono i nuovi Termini come validi in tutti i paesi: Relevant Audience (17 ottobre 2026) segnala per esempio una versione in thailandese con la stessa data di efficacia. Nessuna delle fonti che abbiamo letto cita l'Unione europea o l'Italia, e non abbiamo potuto verificare una versione italiana del testo. Per le imprese italiane quindi vale una regola prudente: se usi Facebook, Instagram o WhatsApp Business per l'attività, considera che dal 30 ottobre stai accettando i nuovi Termini.
In Europa la questione ha già una dimensione politica. Secondo MLex (16 ottobre 2026), lo European Publishers Council, organizzazione di editori europei, ha chiesto alla Commissione europea di esaminare i nuovi Termini, sostenendo che potrebbero trattare il link condiviso da un lettore come un'autorizzazione a usare l'articolo collegato. Negli Stati Uniti la News/Media Alliance li ha definiti "outrageous and probably illegal" (oltraggiosi e probabilmente illegali), secondo Unite.ai. Per ora non risulta nessuna presa di posizione della Commissione né del Garante italiano. C'è poi un quadro di regole europee che negli Stati Uniti non esiste, e lo vediamo nella prossima sezione.
Perché Meta vuole leggere i siti delle aziende, e cosa c'entra il robots.txt?
La spiegazione ufficiale è commerciale. Il portavoce di Meta ha scritto su X che la ricostruzione di Nieman Lab era "falsa", che non cambia il modo in cui Meta usa i crawler e che l'aggiornamento serve a ottenere informazioni accurate sui prodotti in vendita su siti terzi, quando Meta li suggerisce negli annunci e nei contenuti (riportato da Search Engine Journal e Unite.ai). Ha aggiunto che chi possiede i contenuti può ancora gestire l'accesso con il robots.txt. Ha senso: se Meta mostra un tuo prodotto in un annuncio, deve sapere se il prezzo e la disponibilità sul sito sono ancora quelli.
Search Engine Journal ricorda però un precedente: i Termini per le inserzioni self-service del 22 agosto 2025 consentivano già a Meta di passare sui domini di chi compra annunci, con finalità che includevano "research and training". La novità di ottobre è l'estensione a chi usa i prodotti Meta per lavoro senza comprare pubblicità, e ai siti collegati in senso più ampio. Come Meta decida quale sito è "collegato" a un account, le fonti non lo dicono.
I crawler di Meta, uno per uno
Il robots.txt è il file di testo nella radice del sito (tuosito.it/robots.txt) che dice ai programmi automatici quali pagine possono visitare. La pagina per sviluppatori di Meta sui crawler (consultata il 19 ottobre 2026) elenca cinque programmi, ciascuno con il proprio nome da usare nel file:
| Crawler | A cosa serve, secondo Meta | Rispetta il robots.txt? |
|---|---|---|
| FacebookExternalHit | Legge la pagina quando qualcuno condivide un link su un'app di Meta (anteprima con titolo e immagine) | Può ignorarlo per controlli di sicurezza o integrità |
| Meta-ExternalAds | Migliorare la pubblicità e altri prodotti e servizi per le aziende | Si blocca con una regola dedicata |
| Meta-ExternalAgent | Usi come l'addestramento di modelli di AI di base o il miglioramento dei prodotti indicizzando direttamente i contenuti | Si blocca con una regola dedicata |
| Meta-WebIndexer | Migliorare la qualità dei risultati di ricerca di Meta AI; permetterlo "aiuta a citare e linkare" i tuoi contenuti nelle risposte | Si blocca con una regola dedicata |
| Meta-ExternalFetcher | Apre singoli link su richiesta di un utente | Può ignorarlo, perché agisce su richiesta dell'utente |
La stessa pagina avverte che i crawler possono tenere in memoria il robots.txt fino a 24 ore, quindi una modifica può impiegare un giorno a fare effetto. Bloccare uno dei crawler non blocca gli altri.
Cosa dice la legge europea
Qui c'è il pezzo che manca negli articoli americani. La direttiva (UE) 2019/790 sul diritto d'autore, all'articolo 4, consente l'estrazione di testo e di dati (text and data mining) dalle opere accessibili legalmente, ma solo se il titolare non l'ha "espressamente riservato [...] in modo appropriato, ad esempio attraverso strumenti che consentano lettura automatizzata" quando i contenuti sono online. Il considerando 18 della stessa direttiva indica come strumenti appropriati anche "i metadati e i termini e le condizioni di un sito web". L'AI Act, all'articolo 53, paragrafo 1, lettera c), chiede a chi fornisce modelli di AI per finalità generali di avere una politica sul diritto d'autore e di "identificare e rispettare" quella riserva, anche con tecnologie avanzate.
Tradotto: in Europa un divieto scritto in modo leggibile dalle macchine ha un peso giuridico. Il problema è che, accettando i Termini commerciali, l'azienda firma anche un'autorizzazione contrattuale. Quale dei due prevalga, se il robots.txt o il contratto, nessuna fonte ufficiale lo chiarisce: secondo i giuristi sentiti da Nieman Lab (riportati da Search Engine Journal) il testo potrebbe permettere a Meta di sostenere che i Termini contano più delle istruzioni di blocco. Non è una questione che un titolare deve risolvere da solo, e non la risolviamo noi in un articolo: diciamo solo che oggi è aperta.
A chi interessa davvero questa clausola?
Qui il budget pubblicitario non conta: la clausola riguarda anche chi non ha mai fatto un'inserzione, perché basta gestire la Pagina dell'attività. Conta che cosa c'è sul sito e quanto vale per te che resti tuo.
- Interesse alto: chi vende online con un catalogo collegato a Meta. È il caso a cui Meta dice di pensare: schede prodotto, prezzi, disponibilità. Per un negozio online la lettura dei prodotti da parte di Meta è in parte utile (annunci con prezzi corretti), ma tocca anche testi, foto e descrizioni scritti con fatica.
- Interesse alto: chi ha contenuti originali di valore. Guide tecniche, listini ragionati, schede di progetto, un blog curato, foto proprie. È il materiale che interessa a chi addestra modelli di AI, e quello su cui la riserva della direttiva ha più senso.
- Interesse alto: chi ha un'area riservata. Portali per i clienti, listini per rivenditori, corsi su abbonamento. Le "credenziali di prova" sono il punto su cui Meta non ha risposto: secondo Search Engine Journal non ha chiarito se possano servire a superare registrazioni o contenuti a pagamento.
- Interesse medio: il professionista o l'attività locale con un sito vetrina. Cinque pagine con servizi, orari e contatti: c'è poco da proteggere e molto da far conoscere. Qui la domanda vera è se vuoi comparire nelle risposte di Meta AI, non come difenderti.
- Interesse basso: chi non ha un sito. La clausola parla di domini e pagine web; senza sito, per te cambia poco.
Un esempio
Una torrefazione artigianale in provincia di Brescia vende miscele online, ha il catalogo collegato a Instagram per i post con i prodotti e un blog con le schede di origine dei caffè, scritte dal titolare dopo anni di viaggi. Le schede prodotto le conviene lasciarle leggere: se Meta mostra un pacchetto in un annuncio, meglio che il prezzo sia giusto. Il blog delle origini è un'altra cosa: è il suo modo di distinguersi, e potrebbe non voler vederlo riassunto da un assistente AI senza un link. Per lei la scelta sensata è separare: lasciare passare i crawler legati ad annunci e anteprime, decidere a parte su quello dichiarato per l'addestramento.
Come controllare quali siti hai collegato a Meta e cosa dice il tuo robots.txt?
Bastano venti minuti, prima del 30 ottobre. I nomi dei menu possono cambiare leggermente a seconda dell'account e della versione dell'interfaccia.
- Elenca i siti collegati. In Meta Business Suite apri Impostazioni, poi nelle impostazioni dell'azienda cerca Sicurezza del brand e Domini: lì trovi i domini verificati. Poi controlla il campo del sito web nelle informazioni della Pagina Facebook, il link nella bio di Instagram, il profilo di WhatsApp Business e, se vendi, la sorgente del catalogo in Commerce Manager. Scrivi l'elenco: sono i domini a cui pensa la clausola.
- Apri il robots.txt. Digita nel browser il tuo dominio seguito da /robots.txt. Se la pagina non esiste o contiene solo poche righe generiche, oggi non stai dando nessuna istruzione ai crawler di Meta.
- Cerca i nomi dei crawler. Nel file, cerca le righe "User-agent:" seguite da meta-externalagent, meta-externalads, meta-webindexer o facebookexternalhit. Se ci sono, sotto trovi le regole Disallow (vietato) o Allow (permesso).
- Guarda chi passa davvero. Nel pannello dell'hosting, nei log di accesso (access log), filtra le visite per il nome dei crawler. Così sai se Meta legge già il tuo sito e quali pagine.
- Verifica chi può modificare il file. Su WordPress di solito si cambia dal plugin SEO o via FTP; su piattaforme come Wix o Blogger, avverte la guida di Google al robots.txt, potresti non poterlo modificare direttamente e dover usare le impostazioni della piattaforma. Se il sito l'ha fatto un fornitore, chiedi a lui.
- Controlla l'area riservata. Se hai pagine protette da registrazione, guarda gli iscritti recenti: account anomali o mai attivati sono un segnale da segnalare a chi gestisce il sito.
Cosa conviene fare prima del 30 ottobre?
Non esiste una risposta unica, ma esistono scenari chiari.
- Se fai pubblicità su Meta con un negozio online: non bloccare FacebookExternalHit (servono le anteprime dei link) né Meta-ExternalAds. Meta non documenta cosa succede agli annunci se lo blocchi, e non è un rischio che vale la pena correre su un sito che vende. Decidi a parte su Meta-ExternalAgent.
- Se hai contenuti originali che non vuoi far usare per addestrare l'AI: aggiungi una regola che blocca meta-externalagent su tutto il sito o sulle cartelle del blog. È la riserva leggibile dalle macchine di cui parla la direttiva europea. Valuta con il tuo consulente legale se scriverla anche nelle condizioni d'uso del sito, che il considerando 18 cita come strumento appropriato.
- Se vuoi comparire nelle risposte di Meta AI: lascia libero meta-webindexer. Secondo Meta è il crawler che permette di citare e linkare i tuoi contenuti nelle risposte. Meta AI è disponibile in Italia su WhatsApp, Messenger e Instagram da marzo 2025 (Sky TG24, 20 marzo 2025).
- Se hai un'area riservata o contenuti a pagamento: il robots.txt non basta. Lo standard tecnico del robots.txt, l'RFC 9309 dell'IETF (2022), lo dice in modo esplicito: le sue regole "non sono una forma di autorizzazione all'accesso". Servono password, controlli sulle registrazioni e, se il contenuto vale, un parere legale sui nuovi Termini.
- Se non hai un sito o hai solo una Pagina: non devi fare nulla di tecnico. Sappi che dal 30 ottobre usare la Pagina per lavoro vale come accettazione.
- Se pensi di smettere di usare Meta per lavoro: è l'unica alternativa formale ai Termini, secondo Search Engine Journal. Per quasi tutte le piccole imprese costa molto più di quanto protegge, e non cancella i contenuti già letti in passato.
No, per tre motivi. Primo, i crawler di Meta sono cinque e ciascuno va bloccato per nome: chiudere uno non chiude gli altri. Secondo, due di loro, FacebookExternalHit e Meta-ExternalFetcher, possono ignorare il file in alcuni casi, come scrive la stessa documentazione di Meta. Terzo, il robots.txt è una richiesta, non una serratura: lo dice lo standard RFC 9309 e lo ripete Google, secondo cui le regole potrebbero non essere supportate da tutti i crawler. E resta aperta la questione del contratto: Meta dichiara che il robots.txt vale, ma i Termini non lo scrivono.
C'è anche il mito opposto: "se blocco i bot di Meta, le mie inserzioni non funzionano più". Nella documentazione di Meta anteprime dei link e pubblicità hanno crawler propri, FacebookExternalHit e Meta-ExternalAds; Meta-ExternalAgent è descritto per l'addestramento dell'AI e per l'indicizzazione diretta dei contenuti. Meta non scrive cosa perdi bloccandolo, quindi non possiamo escludere effetti minori, ma il rischio per gli annunci riguarda soprattutto i primi due, che infatti sconsigliamo di bloccare a chi fa pubblicità.
Cosa c'entrano Google, ChatGPT e le altre AI?
Meta non è l'unica a leggere i siti per l'AI, e la logica di separare i crawler vale anche per Google, OpenAI e gli altri: ognuno documenta i propri nomi e i propri scopi, e va letto a parte. Abbiamo spiegato nell'articolo sulla guida di Google all'ottimizzazione per le risposte AI perché file e marcature "speciali per l'AI" non servono, mentre conta che le pagine giuste siano leggibili. Il principio è lo stesso: decidi crawler per crawler, sapendo a cosa serve ciascuno.
Per chi fa pubblicità, il punto di contatto è il sito: lo stesso dominio che Meta legge per gli annunci è quello che Google usa per le campagne e quello che ChatGPT o Perplexity possono citare. Un robots.txt scritto in fretta, con un blocco generico a "tutti i bot", può far danni su più fronti insieme. Se gestisci campagne su Meta e Google e vuoi un controllo ordinato di sito, domini e tracciamenti, è il lavoro che facciamo nelle campagne pubblicitarie; se la tua priorità è farti trovare e citare correttamente, il riferimento è il servizio SEO e motori di risposta.
Ultimo collegamento, meno tecnico: questa è la seconda volta in poche settimane che Meta cambia le regole per chi usa le Pagine per lavoro. Con Meta One, l'abbonamento per le aziende, ha introdotto un limite ai link nei post organici delle Pagine, come abbiamo raccontato in questo articolo. Il messaggio di fondo è lo stesso: il canale lo controlla Meta, il sito lo controlli tu.
Cosa ne pensiamo
La clausola è scritta male, e il problema è soprattutto questo. Un contratto che autorizza crawling, copie e credenziali di prova su siti "collegati" senza definire il collegamento, senza citare il robots.txt e con una frase sull'addestramento che compare e scompare a seconda di chi legge la pagina, non è un contratto su cui un'azienda possa fare affidamento. Le dichiarazioni del portavoce sono rassicuranti, ma le dichiarazioni non sono il testo. Finché Meta non pubblica una versione definitiva che dica chiaramente cosa vale il robots.txt, noi ragioniamo come se valesse solo quello che c'è scritto.
Detto questo, il panico non serve. Per la grande maggioranza delle piccole imprese italiane che vediamo, il sito è uno strumento per farsi trovare e contattare, non un archivio di contenuti da proteggere: che Meta legga orari, servizi e schede prodotto è più un vantaggio che un rischio. Smettere di usare Facebook e Instagram per lavoro per non accettare i Termini sarebbe sproporzionato quasi sempre.
La nostra posizione è netta: prima del 30 ottobre ogni impresa con un sito dovrebbe fare due cose. Sapere quali domini ha collegato a Meta, e scrivere nel robots.txt una scelta esplicita per ciascun crawler, invece di lasciare il file vuoto o affidarsi a un blocco generico. Noi, su un sito che fa pubblicità, lasciamo passare anteprime, annunci e Meta AI, e blocchiamo Meta-ExternalAgent sulle sezioni con contenuti originali: perdi poco, e metti per iscritto, nel modo che la legge europea riconosce, che quei contenuti non sono a disposizione per l'addestramento. Se i contenuti sono il tuo prodotto, come per chi vende corsi o informazioni, il passo successivo non è tecnico: è un avvocato che legga i Termini nella versione che ti viene applicata.
Se vuoi capire da dove partire, scrivici: è una verifica che si fa in una chiamata.
In sintesi
Dal 30 ottobre 2026 i Termini commerciali di Meta autorizzano il crawling dei siti collegati a chi usa i prodotti Meta per lavoro, con accettazione tramite uso continuato e senza rinuncia parziale; la frase sull'uso dei contenuti per addestrare i prodotti risulta rimossa per alcune fonti e ancora presente per altre. Meta documenta cinque crawler con scopi diversi, e in Europa la direttiva 2019/790 e l'AI Act danno peso a una riserva leggibile dalle macchine, ma il rapporto con il contratto non è chiarito. Per una piccola impresa la mossa giusta è elencare i domini collegati e scrivere nel robots.txt una scelta per ogni crawler, senza bloccare anteprime e annunci.
Domande frequenti
Devo accettare i nuovi Termini commerciali di Meta?
Non c'è un pulsante da premere: secondo le fonti lette, dal 30 ottobre 2026 continuare a usare Facebook, Instagram o WhatsApp per l'attività vale come accettazione. Non esiste una rinuncia alla sola clausola sui siti. L'unica alternativa formale è smettere di usare i prodotti Meta per lavoro, una scelta sproporzionata per quasi tutte le piccole imprese.
Meta userà il mio sito per addestrare la sua intelligenza artificiale?
Non è chiaro. La prima versione dei Termini parlava anche di addestramento; secondo Unite.ai e The Verge la frase è stata tolta il 17 ottobre, secondo PPC Land era ancora presente il 18 ottobre nell'anteprima per il Regno Unito. Meta dichiara che la clausola riguarda prodotti pubblicitari e per le aziende. Il crawler descritto per l'addestramento è Meta-ExternalAgent.
Come blocco i crawler di Meta nel robots.txt?
Si aggiunge nel file robots.txt, nella radice del sito, una riga User-agent con il nome del crawler, per esempio meta-externalagent, seguita da Disallow e dalla cartella da escludere, o da una barra per tutto il sito. Ogni crawler va indicato per nome, e Meta avverte che le modifiche possono richiedere fino a 24 ore.
Se blocco i bot di Meta le mie inserzioni smettono di funzionare?
Dipende da quale blocchi. Nella documentazione di Meta anteprime dei link e pubblicità hanno crawler propri, FacebookExternalHit e Meta-ExternalAds, e bloccarli su un sito che fa pubblicità è un rischio che sconsigliamo. Meta-ExternalAgent è descritto per l'addestramento dell'AI e l'indicizzazione dei contenuti: Meta non dice cosa si perde bloccandolo.
Il robots.txt basta a proteggere un'area riservata del sito?
No. Lo standard tecnico del robots.txt, l'RFC 9309, dice che le sue regole non sono una forma di autorizzazione all'accesso: sono una richiesta ai crawler. I nuovi Termini parlano anche di credenziali di prova, e Meta non ha chiarito se possano superare registrazioni o contenuti a pagamento. Per le aree riservate servono password, controlli sugli iscritti e, se serve, un parere legale.
I nuovi Termini valgono anche in Italia?
Le fonti li descrivono come mondiali, e una versione in thailandese ha la stessa data di efficacia del 30 ottobre 2026. Nessuna fonte letta cita l'Unione europea o l'Italia, e non abbiamo verificato una versione italiana. In Europa, però, la direttiva 2019/790 e l'AI Act danno valore a una riserva leggibile dalle macchine contro l'estrazione di testi e dati.
Fonti
Verificate alla data di pubblicazione. Dove una fonte non specifica i mercati, lo indichiamo nel testo.
- Meta for Developers Meta Web Crawlers (consultata il 19 ottobre 2026)
- EUR-Lex (Unione europea) Direttiva (UE) 2019/790 sul diritto d'autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale, articolo 4 e considerando 18 (17 aprile 2019 (GU L 130 del 17 maggio 2019), consultata il 19 ottobre 2026)
- AI Act Service Desk (Commissione europea) Article 53: Obligations for providers of general-purpose AI models (consultata il 19 ottobre 2026)
- IETF / RFC Editor RFC 9309: Robots Exclusion Protocol (settembre 2022)
- Google Search Central Introduzione ai file robots.txt (consultata il 19 ottobre 2026)
- Search Engine Journal Meta's New Terms Expand Crawling Rights Beyond Advertisers (16 ottobre 2026)
- PPC Land Meta's AI training clause still in Oct 30 terms after report of removal (18 ottobre 2026)
- Unite.ai Meta Rewrites Web-Crawling Clause in Pending Commercial Terms (17 ottobre 2026)
- MLex New Meta contract terms need EU scrutiny, European news publishers say (16 ottobre 2026)
- Sky TG24 Meta, l'assistente AI arriva anche nei prodotti in Italia ed Europa (20 marzo 2025)
Prima consulenza gratuita
Sai quali domini hai collegato a Meta e cosa dice oggi il tuo robots.txt?
Nella prima consulenza gratuita apriamo insieme Business Suite e il robots.txt del tuo sito: elenchiamo i domini collegati, controlliamo quali crawler di Meta passano già e ti diciamo quali lasciare e quali valutare di bloccare, senza toccare anteprime e annunci. Se non serve cambiare nulla, te lo diciamo.
Parliamone →