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Google Ads, priorità dei canali e quota di budget: quanto lasciare a Rete Display e partner di ricerca quando le tue campagne devono portare contatti, prima della migrazione di febbraio 2027

Dal 15 ottobre 2026 Google Ads permette di mettere ogni canale in alta o bassa priorità e di dare ai canali secondari un tetto in percentuale del budget, in Search, Shopping, Performance Max e Demand Gen; a febbraio 2027 le campagne Search con la Rete Display migreranno da sole. La nostra tesi: per chi raccoglie contatti la vera novità è in Performance Max, e il 50% «di conservazione» suggerito da Google non va accettato a scatola chiusa.

· lettura 14 min · Zenoo Digital

La priorità dei canali di Google Ads, annunciata da Google il 14 ottobre 2026 e in rilascio progressivo dal 15 ottobre secondo la guida ufficiale, permette di decidere quali canali ricevono il budget per primi e di limitare in percentuale la spesa su Rete Display e partner di ricerca. Da febbraio 2027 le campagne sulla rete di ricerca con la Rete Display attiva passeranno al nuovo sistema in automatico, e Google stessa scrive che la spesa potrebbe cambiare. Qui trovi come funziona, cosa vale per l'Italia, chi rischia di più, i passi per controllare il tuo account e cosa ne pensiamo, con un occhio a chi usa la rete di ricerca per ricevere richieste di contatto.

Cosa cambia con la priorità dei canali di Google Ads?

Il 14 ottobre 2026 Google ha annunciato sul suo blog due controlli nuovi e facoltativi: la priorità dei canali (channel prioritization) e l'allocazione del budget (budget allocation), che qui chiamiamo quota di budget. Il post, firmato da un responsabile di prodotto di Google Ads, li presenta con una frase netta: basta con la scelta dei canali "tutto o niente". Fino a ieri, in una campagna sulla rete di ricerca, la Rete Display e i partner di ricerca si potevano solo accendere o spegnere. In Performance Max non si potevano nemmeno spegnere.

La guida ufficiale di Google Ads (consultata il 15 ottobre 2026) descrive il meccanismo così:

  • Due livelli di priorità. Ogni canale, o gruppo di canali, può essere ad alta o a bassa priorità. Di default tutti i canali sono ad alta priorità, cioè nulla cambia se non intervieni.
  • Prima l'alta, poi la bassa. L'AI di Google spende prima sui canali ad alta priorità (entro il CPA o il ROAS target, se li usi) e passa il budget che resta a quelli a bassa priorità.
  • Una quota solo per i canali a bassa priorità. Si può indicare la percentuale massima del budget medio giornaliero che quel canale può usare. Lo 0% significa che Google non spende su quel canale. La quota si azzera ogni giorno e non c'è riporto: quello che non si spende oggi non si recupera domani.
  • Una quota "best effort". Google scrive che cercherà di rispettarla ma non lo garantisce: in alcuni giorni la spesa su quel canale può superarla.

I canali che si possono ordinare dipendono dal tipo di campagna, sempre secondo la guida:

Tipo di campagnaCanali che puoi mettere in alta o bassa prioritàQuota percentuale
Rete di ricerca (Search)Ricerca Google, partner di ricerca, Rete DisplaySì
ShoppingRicerca Google, partner di ricercaSì
Performance Max"Canali Google" (Ricerca, YouTube, Maps, Gmail, Discover insieme), partner di ricerca, Rete DisplaySì
Demand Gen"Canali Google", Rete DisplayNo, solo priorità (secondo la guida)

C'è poi una scadenza che riguarda chi non tocca niente. Da febbraio 2027 tutte le campagne sulla rete di ricerca con l'espansione sulla Rete Display (Display Expansion, cioè la casella che permette a una campagna Search di comparire anche su siti e app della Rete Display) passeranno in automatico al nuovo sistema. Google scrive che l'attuale impostazione di ripartizione della spesa verrà tolta e che "la spesa potrebbe cambiare" tra Ricerca, partner e Display. Per tenere l'assetto di oggi suggerisce di mettere la Rete Display a bassa priorità con una quota del 50%. Dopo la migrazione, inoltre, la Rete Display non servirà più le campagne Search con la strategia Quota impressioni target.

Le fonti non coincidono su un punto. Il post di Google elenca Demand Gen tra le campagne coinvolte; la guida dice che in Demand Gen la quota percentuale non è supportata e si usa solo la priorità; Search Engine Roundtable (14 ottobre 2026) scrive che i controlli sono disponibili per Search, Shopping e Performance Max e che Demand Gen arriverà "a breve". Se gestisci Demand Gen, aspettati di vedere la priorità più tardi e senza quota.

E in Italia?

Il post di Google parla di un rilascio globale "nei prossimi mesi". La guida indica l'avvio progressivo dal 15 ottobre 2026 e avverte che la disponibilità può variare per tipo di campagna e per account. Nessuna delle fonti cita esclusioni per paese, ma nessuna indica nemmeno quando arriverà sui singoli account italiani: il 15 ottobre 2026 non abbiamo trovato la versione italiana della guida né articoli di testate italiane sul tema. Non sappiamo quindi come si chiamerà la scheda nell'interfaccia in italiano: in questo articolo usiamo il nome inglese, "Channel Prioritization", come compare nella guida.

Per un inserzionista italiano la novità non tocca consenso, GDPR o Consent Mode: cambia solo il modo in cui Google distribuisce un budget che hai già deciso. La scadenza di febbraio 2027, invece, vale per tutti gli account, Italia compresa, perché riguarda un'impostazione che esiste già.

Perché Google restituisce il controllo sui canali proprio adesso?

Per capirlo bisogna guardare a come funzionava la Display Expansion. La guida Google Ads dedicata (consultata il 15 ottobre 2026) spiega che, nella configurazione precedente, la Rete Display usava il budget non speso dalla ricerca con una ripartizione del 50% applicata "dietro le quinte". Tu vedevi solo una casella; la regola stava nel sistema. Ora Google la rende visibile e modificabile, e scrive che la distribuzione del budget dipenderà dalla strategia di offerta, dalle priorità e dalla quota.

La stessa guida riporta il dato con cui Google ha sempre difeso la Display Expansion: le campagne di ricerca che hanno budget non speso e la usano possono ottenere "fino al 15% di conversioni in più" a un CPA simile, dichiarato da Google senza data né metodologia pubblica. I test indipendenti raccontano una storia meno lineare. Seer Interactive, agenzia americana, ha pubblicato il 29 novembre 2021 un test su campagne con CPA target: negli Stati Uniti la Rete Display ha portato costi +100%, conversioni +32% e costo per contatto +51%; nel Regno Unito costi +89%, conversioni −33% e costo per contatto +184%. È un test vecchio, su due soli mercati e su campagne a CPA target: non dice cosa succede oggi in Italia, ma spiega perché tanti professionisti spengono la Display nelle campagne che devono portare contatti.

Il secondo motivo è Performance Max. Lì i partner di ricerca e la Rete Display non si potevano escludere. PPC Land (14 ottobre 2026) ricostruisce le tappe: un'opzione per escluderli è stata vista in test ad aprile 2026 e confermata a luglio come pilota limitato. Ad agosto, secondo Search Engine Roundtable (26 agosto 2026), Google provava in alpha un cursore per canale che rendeva più o meno severo il CPA accettato su ogni canale. La versione annunciata il 14 ottobre è diversa: lavora sull'ordine in cui il budget viene speso e su un tetto in percentuale, non sul CPA.

Il punto tecnico da non perdere è uno: la priorità conta solo quando il budget non basta. La guida è esplicita: con CPA, ROAS o CPC target e una campagna che non è limitata dal budget, la priorità di norma non cambia la distribuzione della spesa, perché il sistema cerca il target su tutti i canali. La quota, invece, resta valida in ogni caso. Con Massimizza le conversioni, Massimizza il valore di conversione, Massimizza i clic, CPC manuale o Quota impressioni target, i canali ad alta priorità spendono per primi e quelli a bassa ricevono quello che avanza.

C'è un ultimo dettaglio che pesa sui conti. La quota si calcola sul budget medio giornaliero, e la guida sui budget di Google Ads ricorda che per la maggior parte delle campagne la spesa di un giorno può arrivare fino al doppio di quel budget, entro un limite mensile pari a 30,4 volte il budget medio. PPC Land fa notare che nei giorni in cui la campagna spende di più il tetto del canale non è vincolante; la guida aggiunge che, essendo "best effort", la quota può non essere rispettata anche in quei giorni. Tradotto: una quota del 10% sulla Rete Display non vuol dire "mai più del 10% della spesa di oggi".

A chi interessa davvero la priorità dei canali?

Ci rivolgiamo soprattutto a chi usa la rete di ricerca per ricevere richieste di contatto: imprese di servizi, aziende B2B, professionisti tecnici, chi vende installazioni o manutenzioni. Sono le attività per cui un clic da un'app di giochi o da un sito partner poco noto vale molto meno di una ricerca su Google. Il rischio cambia con il tipo di campagna e con quanto il budget è "stretto".

  • Rischio alto: campagne Search con la Rete Display accesa e budget che si esaurisce ogni giorno. Sono quelle che a febbraio 2027 migrano in automatico e quelle su cui la priorità ha più effetto. Se oggi la casella della Display è attiva e non ricordi perché, sei in questo gruppo.
  • Rischio alto: Performance Max con budget piccolo. Qui la novità è vera, perché per la prima volta puoi frenare partner e Display. Il limite è che Ricerca, YouTube, Maps, Gmail e Discover restano un solo gruppo: non puoi dare priorità alla Ricerca rispetto a YouTube.
  • Rischio medio: Shopping. Puoi mettere i partner di ricerca a bassa priorità o a quota zero. Per un negozio online è un controllo in più, non un'urgenza.
  • Rischio basso: campagne Search solo su Ricerca Google, o campagne con CPA o ROAS target che non esauriscono il budget. La priorità qui cambia poco o nulla; resta utile solo la quota.

Un caso a parte sono le campagne Shopping standard che usano la vecchia priorità della campagna (alta, media, bassa). La documentazione Google la descrive come la regola che decide quale offerta prevale quando lo stesso prodotto è in più campagne Shopping nello stesso paese, con priorità bassa di default. Non ha niente a che fare con i canali: sono due impostazioni diverse con un nome simile, e conviene non confonderle quando le troverai una accanto all'altra.

Un esempio: un'agenzia di traduzioni tecniche

Pensiamo a un'agenzia di traduzioni tecniche in provincia di Varese che lavora per aziende manifatturiere. Ha una campagna sulla rete di ricerca con parole chiave come "traduzione manuali tecnici" e "traduzione schede di sicurezza", Massimizza le conversioni e un budget che si esaurisce quasi ogni giorno. Anni fa, creando la campagna, ha lasciato attive le caselle dei partner di ricerca e della Rete Display. Il titolare nota che alcune richieste arrivano da persone che cercano traduzioni di documenti personali, non aziende: contatti che non servono.

Aprendo il report per rete scopre che una parte della spesa va sulla Rete Display e un'altra sui partner. Con il nuovo controllo ha tre strade: mettere la Display a bassa priorità con quota 0% (in pratica spenta), lasciare i partner a bassa priorità con una quota piccola per misurarli, e tenere la Ricerca Google ad alta priorità. Non deve aspettare febbraio 2027 e non deve accettare il 50% "di conservazione" suggerito da Google, che riprodurrebbe esattamente l'assetto che non gli piaceva. I numeri del suo account sono un esempio: quello che conta è il ragionamento, cioè decidere i canali guardando la qualità dei contatti e non il numero di conversioni.

Come controllare le impostazioni dei canali nel tuo account?

I passi sono quelli della guida ufficiale (consultata il 15 ottobre 2026). Se non vedi la scheda, il tuo account non è ancora nel rilascio: torna a controllare nelle settimane successive.

Prima di tutto: dove spendi oggi

  1. Apri Google Ads, vai in Campagne e scegli una campagna sulla rete di ricerca.
  2. Apri Impostazioni e la sezione Reti: controlla se sono selezionate le caselle dei partner di ricerca e della Rete Display di Google (in inglese "Include Google search partners" e "Include Google Display Network"). Se è attiva la Display, la campagna è tra quelle che migreranno a febbraio 2027.
  3. Nel report delle campagne, usa la segmentazione per rete per vedere costi e conversioni separati tra Ricerca Google, partner e Display, su un periodo di almeno 90 giorni.
  4. Per Performance Max, apri il report sul rendimento dei canali, se il tuo account lo mostra, e guarda quanta spesa va su partner e Display.

Poi: impostare priorità e quota

  1. A livello di account: vai in Impostazioni account e apri la scheda Channel Prioritization.
  2. Scegli il tipo di campagna (Search, Shopping, Performance Max o Demand Gen).
  3. Assegna a ogni canale l'alta o la bassa priorità.
  4. Per i canali a bassa priorità, se vuoi, inserisci la percentuale massima del budget medio giornaliero. Lo 0% blocca la spesa su quel canale.
  5. Fai clic su Salva. L'impostazione vale per tutte le campagne di quel tipo che non hanno regole proprie.
  6. A livello di campagna: da Campagne apri la campagna, poi Impostazioni, espandi la scheda Channel Prioritization e scegli "Use campaign-level settings". Imposta priorità e quote e salva. Puoi tornare in qualsiasi momento all'impostazione dell'account.

Quattro limiti da sapere, tutti indicati nella guida. Non si imposta dall'account manager (MCC): va fatto account per account o campagna per campagna. Google Ads Editor e l'API lo supporteranno più avanti ("coming soon"). Con un budget condiviso le regole valgono per tutte le campagne che lo usano, che devono essere dello stesso tipo. Con i budget totali di campagna (quelli con durata fissa) funziona solo in Demand Gen. Infine: se imposti le priorità su una campagna Search prima di febbraio 2027, le nuove regole sostituiscono subito il comportamento della Display Expansion. È una scelta da fare con calma, non per prova il venerdì sera.

Cosa fare, caso per caso, prima di febbraio 2027?

  • Se la tua campagna Search porta contatti e la Rete Display è accesa senza un motivo preciso: confronta il costo per contatto della Display con quello della Ricerca Google negli ultimi 90 giorni, e verifica la qualità dei contatti, non solo il numero. Se la Display non regge il confronto, mettila a bassa priorità con quota 0% oppure togli la casella dalle impostazioni di rete. L'effetto è lo stesso.
  • Se la Display porta contatti buoni e vuoi tenerla: bassa priorità con una quota che hai scelto tu. Il 50% suggerito da Google serve a non cambiare nulla, non è un valore consigliato per chi vende servizi.
  • Se usi Performance Max e il budget si esaurisce ogni giorno: metti partner e Display a bassa priorità, con una quota contenuta, e confronta le settimane prima e dopo. Ricorda che non puoi separare la Ricerca da YouTube.
  • Se usi CPA o ROAS target e la campagna non è limitata dal budget: la priorità non ti cambia nulla. Se vuoi un limite, l'unico strumento che agisce è la quota.
  • Se hai una campagna Search con Quota impressioni target e la Display accesa (succede spesso nelle campagne sul nome del marchio): a febbraio 2027 la Display smetterà di servire. Per molti è una buona notizia; se quella parte di traffico ti serviva, va spostata in una campagna Demand Gen o Display separata.
  • Se un'agenzia gestisce il tuo account: chiedi quali campagne hanno la Display Expansion attiva e cosa intende fare prima della migrazione automatica. È una domanda da cinque minuti.
Il mito da sfatare: "a bassa priorità Google non ci spende"

Non è così. Bassa priorità vuol dire "dopo", non "mai": il canale riceve il budget che i canali ad alta priorità non riescono a usare entro il target. E se la campagna non è limitata dal budget, la priorità di norma non cambia niente. L'unico modo per fermare la spesa su un canale è la quota allo 0% (o, nelle campagne di ricerca, togliere la casella della rete). E anche una quota diversa da zero è un obiettivo che Google "cerca di rispettare", non un tetto contrattuale.

Come si collega ai cambi di Meta, di AI Max e delle risposte AI?

Questa novità va in direzione opposta a quella che abbiamo visto su Meta pochi giorni fa. Meta Ads ha tolto la possibilità di escludere i posizionamenti dai gruppi di inserzioni, e ne abbiamo scritto in cosa si può ancora controllare dopo la rimozione delle esclusioni. Google, al contrario, restituisce un controllo che in Performance Max mancava del tutto. Per chi fa pubblicità su entrambe le piattaforme il messaggio è lo stesso: i posizionamenti di bassa qualità vanno governati, perché nessuno dei due sistemi li toglie da solo per farti risparmiare.

Febbraio 2027 è poi un mese affollato per chi ha campagne sulla rete di ricerca. Oltre alla migrazione della Display Expansion, è il mese in cui Google ha fissato il passaggio automatico degli annunci dinamici della rete di ricerca ad AI Max, di cui abbiamo parlato nell'articolo sulle campagne di ricerca che passano ad AI Max. Conviene fare i due controlli insieme, nello stesso pomeriggio, e non a fine gennaio. Nello stesso spirito vale il controllo delle promozioni automatiche attive dal 12 ottobre: sono tutte impostazioni che Google accende o cambia da sola se non le guardi.

Infine, la ricerca stessa si sta spostando verso le risposte generate. Gli annunci entrano nelle conversazioni di ChatGPT, come abbiamo raccontato in ChatGPT Ads in Italia, e Google mostra le risposte AI sopra i risultati. Un motivo in più per non lasciare che un budget già piccolo si disperda su siti e app che nessuno dei tuoi clienti sceglierebbe. Se vuoi un controllo esterno su come sono impostate le tue campagne, è il lavoro che facciamo con le campagne pubblicitarie e, quando l'obiettivo sono le richieste di contatto, con la generazione di contatti.

Cosa ne pensiamo

È uno dei cambiamenti più utili che Google Ads abbia fatto quest'anno per le piccole imprese, in un autunno in cui altre novità, come AI Max e le promozioni automatiche, hanno spostato decisioni dall'inserzionista a Google. Ma va letto bene, perché il valore non è dove sembra.

Nelle campagne sulla rete di ricerca la novità è piccola. Chi voleva spegnere Display e partner poteva già farlo togliendo due caselle, e in un account che deve portare contatti è quello che consigliamo da anni: la Ricerca Google si paga perché intercetta qualcuno che sta cercando proprio quello che vendi, e Display e partner non hanno questa caratteristica. Il nostro caso pubblico di un'agenzia di investigazioni private a Milano, che riceve contatti qualificati da Google, è nato proprio sulla Ricerca Google. La vera novità per le campagne Search è la scadenza: a febbraio 2027 Google deciderà al posto di chi non ha mai deciso.

In Performance Max, invece, il cambiamento è sostanziale. Per la prima volta si può dire al sistema "la Display viene dopo, e al massimo questa percentuale". Per un'attività con budget limitato è la differenza tra usare PMax a scatola chiusa e usarlo con un paletto.

La nostra posizione è netta: non accettare il 50% di conservazione. Google lo propone per non cambiarti i numeri, ma quell'assetto non l'hai scelto tu e non è stato pensato per chi vende servizi. Per una campagna che deve portare contatti partiamo da Ricerca Google ad alta priorità, Display a quota zero e partner a bassa priorità con una quota piccola da misurare. Poi, dopo qualche settimana, sono i contatti veri, non le conversioni nel report, a dire se riaprire qualcosa. E se la tua campagna non è mai limitata dal budget, non perdere tempo con la priorità: imposta solo la quota.

In sintesi

Google Ads ha introdotto la priorità dei canali e la quota di budget per Search, Shopping, Performance Max e Demand Gen (qui senza quota), in rilascio progressivo dal 15 ottobre 2026 e senza date per l'Italia. La priorità cambia la spesa solo se la campagna è limitata dal budget, la quota è un obiettivo «best effort» e da febbraio 2027 le campagne Search con Rete Display migrano da sole. Per chi raccoglie contatti consigliamo di non accettare il 50% di conservazione: Ricerca Google ad alta priorità, Display a zero, partner a bassa priorità con una quota piccola da misurare.

Domande frequenti

Cosa succede alle mie campagne Google Ads se non tocco niente?

Fino a febbraio 2027, nulla: di default tutti i canali sono ad alta priorità e le campagne funzionano come prima. A febbraio 2027 però le campagne sulla rete di ricerca con la Rete Display attiva passeranno in automatico al nuovo sistema, e Google avverte che la spesa tra Ricerca, partner e Display potrebbe spostarsi.

Mettere un canale a bassa priorità vuol dire spegnerlo?

No. Bassa priorità significa che quel canale riceve il budget dopo quelli ad alta priorità, cioè quello che avanza. Per fermare la spesa serve la quota allo 0%, oppure, nelle campagne sulla rete di ricerca, togliere la casella della rete dalle impostazioni. Con una campagna non limitata dal budget la priorità di norma non cambia nulla.

La quota in percentuale è un tetto sicuro alla spesa sulla Rete Display?

No, Google la definisce «best effort»: cerca di rispettarla ma la spesa di un giorno può superarla. La percentuale si calcola sul budget medio giornaliero, mentre una campagna in un giorno può spendere fino al doppio di quel budget. La quota si azzera ogni giorno e non c'è riporto al giorno successivo.

Posso escludere la Rete Display da Performance Max?

Con il nuovo controllo sì, quando arriva nel tuo account: in Performance Max puoi mettere partner di ricerca e Rete Display a bassa priorità con una quota, anche dello 0%. Non puoi invece separare Ricerca, YouTube, Maps, Gmail e Discover, che restano un unico gruppo chiamato canali Google.

La priorità dei canali è già disponibile in Italia?

Google parla di rilascio globale nei prossimi mesi, con avvio progressivo dal 15 ottobre 2026 e disponibilità che varia per tipo di campagna e per account. Non ci sono esclusioni per paese, ma nemmeno date per l'Italia. Se nelle impostazioni dell'account non vedi la scheda Channel Prioritization, il tuo account non è ancora coinvolto.

Conviene seguire il consiglio di Google e mettere la Display a bassa priorità al 50%?

Serve solo a non cambiare l'assetto di oggi, che nella maggior parte dei piccoli account nessuno ha scelto davvero. Se la campagna deve portare contatti, prima guarda costo e qualità dei contatti per rete negli ultimi 90 giorni: se la Display non regge il confronto, la quota giusta è zero.

Fonti

Verificate alla data di pubblicazione. Dove una fonte non specifica i mercati, lo indichiamo nel testo.

  1. Google Annuncio dei nuovi controlli di priorità dei canali e allocazione del budget (channel prioritization and budget allocation) (14 ottobre 2026)
  2. Google Ads Help About channel prioritization and budget allocation (consultata il 15 ottobre 2026)
  3. Google Ads Help About Display Expansion on Search campaigns (consultata il 15 ottobre 2026)
  4. Google Ads Help Budgets overview (budget medio giornaliero e limiti di spesa) (consultata il 15 ottobre 2026)
  5. Google Ads Help About the Google Search Network (partner di ricerca) (consultata il 15 ottobre 2026)
  6. Google for Developers Imposta la priorità della campagna (campagne Shopping) (consultata il 15 ottobre 2026)
  7. PPC Land Google Ads lets advertisers limit Display and partner spend by percentage (14 ottobre 2026)
  8. Search Engine Roundtable New Google Ads Controls: Channel Prioritization & Budget Allocation (14 ottobre 2026)
  9. Search Engine Roundtable Google Ads Channel Settings Prioritization Slider (Alpha Test) (26 agosto 2026)
  10. Seer Interactive What You Should Know About Google Ads Display Expansions (29 novembre 2021)

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