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Google Ads Performance Max prende i video dai tuoi social: quali fonti approvare se nei Reel compaiono clienti
Google Ads ha reso predefiniti nelle nuove campagne Performance Max i «sourced videos»: l'AI prende video dai tuoi profili social, dalla landing page e dal canale YouTube e li usa come annunci. Per chi pubblica sui social video con clienti, pazienti o musica di tendenza, la nostra tesi è spegnerli finché non hai controllato le fonti una per una.
Performance Max e i sourced videos: secondo la pagina di aiuto di Google Ads consultata il 26 ottobre 2026, la funzione che prende video dai tuoi social, dalla landing page e dal canale YouTube è ora attiva di default su tutte le nuove campagne, e può aggiungere fino a 10 video per gruppo di asset. Il cambio è stato segnalato da PPC News Feed il 21 ottobre 2026 e da Search Engine Roundtable il 23 ottobre 2026, senza un annuncio ufficiale. Qui trovi cosa fa la funzione, cosa si sa (e cosa no) per l'Italia, chi rischia di più, come controllarla passo per passo e cosa ne pensiamo.
Cosa è cambiato nei video di Performance Max?
I sourced videos (in italiano potremmo dire "video presi da altre fonti") sono una funzione di Performance Max, la campagna di Google Ads che pubblica annunci su ricerca, YouTube, Rete Display, Gmail, Discover e Maps partendo da un unico gruppo di asset. Con questa funzione Google usa la sua AI e una tecnologia di scansione automatica per trovare video "pertinenti" nelle fonti che l'inserzionista approva e aggiungerli alla campagna, senza che nessuno li carichi a mano.
La funzione esisteva già come opzione da attivare. La novità di ottobre 2026 è il cambio di impostazione predefinita. La pagina di aiuto ufficiale "About sourced videos in Performance Max campaigns", nella versione inglese che abbiamo letto il 26 ottobre 2026, scrive testualmente: "Sourced videos are enabled by default for all new campaigns", cioè i sourced videos sono attivi di default su tutte le nuove campagne. E aggiunge che anche alcune campagne esistenti possono averli avuti attivati "come parte di un recente aggiornamento della piattaforma", senza indicare quali né da quando.
Il cambio è stato notato da chi segue la documentazione: PPC News Feed lo ha segnalato il 21 ottobre 2026 con il titolo "Performance Max Sourced Videos Become Opt-Out", e Search Engine Roundtable il 23 ottobre 2026 ha pubblicato lo screenshot del nuovo interruttore nell'interfaccia, con l'etichetta "Sourced videos", la descrizione "Use videos from other channels" e il bollino "New". Google non ha pubblicato un annuncio sul blog né una data di attivazione: secondo Relevant Audience (24 ottobre 2026), l'unica traccia ufficiale è la pagina di aiuto.
Mettendo insieme la pagina di Google e le tre testate, il perimetro è questo:
- Fonti possibili: le piattaforme social, la pagina di destinazione (landing page) della campagna e il canale YouTube collegato all'account. La documentazione per sviluppatori di Google Ads (pagina "Asset automation settings", consultata il 26 ottobre 2026) è più precisa: per "social" intende i video organici dei profili Facebook, Instagram, X, LinkedIn e TikTok linkati dalla tua landing page.
- Quanti video: fino a 10 video "scansionati" possono essere aggiunti in automatico a ogni gruppo di asset, accanto a quelli caricati da te e a quelli creati dagli strumenti di Google (pagina di aiuto Google, consultata il 26 ottobre 2026).
- Dove finiscono: i video vengono caricati su un canale YouTube dedicato di proprietà di Google, con il logo e il nome della tua attività, che manda gli spettatori alla tua landing page. Non sul tuo canale.
- Aggiornamento continuo: i video della campagna vengono rinnovati periodicamente; se cancelli un video dalla piattaforma d'origine, sparisce anche da Google Ads.
- Requisiti: la campagna deve avere un budget giornaliero superiore a 5 dollari USA (la pagina non indica l'equivalente in euro) e tutti i video devono stare su un canale YouTube per essere pubblicati.
- Approvazione delle fonti: Google scrive che devi approvare le fonti del tuo "portfolio video" per dargli il permesso di usarle, e che le puoi cambiare in qualsiasi momento.
Le fonti non sono del tutto allineate, e va detto. La pagina "Asset automation settings" della documentazione API, consultata il 26 ottobre 2026, indica ancora l'impostazione come "Disabled" di default (disponibile dalla versione v25 dell'API): può essere una pagina non aggiornata o riferirsi solo a chi crea campagne via API, non lo sappiamo. PPC Land fa notare un'altra ambiguità: se le fonti vanno approvate, cosa succede alle campagne esistenti "attivate da un aggiornamento" in cui nessuno ha approvato nulla? Google non lo spiega. E nessuna pagina dice chi risponde dei diritti su musica, persone o contenuti di terzi presenti nei video.
E in Italia?
La pagina di Google non nomina paesi né lingue: dice solo che la funzione "viene distribuita a sequenze e potrebbe non essere ancora disponibile" nel tuo account. La guida esiste anche in italiano, con il titolo "Informazioni sui video da fonti approvate nelle campagne Performance Max" e l'avviso che è tradotta con l'AI: nell'interfaccia italiana la funzione si chiama Video da fonti approvate. Sia la versione italiana sia quella spagnola, che abbiamo aperto il 26 ottobre 2026, descrivono la funzione, le fonti, il limite di 10 video e il percorso per spegnerla, ma non contengono ancora la frase sull'attivazione predefinita: segno che le traduzioni sono indietro rispetto all'originale, non prova che il cambio valga solo per alcuni mercati. Nelle testate italiane di settore, al 26 ottobre 2026, non abbiamo trovato articoli sulla novità.
In pratica: per l'Italia non c'è né una conferma né un'esclusione. Il consiglio è trattare il proprio account come coinvolto e controllare l'impostazione campagna per campagna. Il controllo richiede due minuti e c'è un motivo tutto italiano per farlo: la legge sul diritto d'autore (legge 633/1941, articolo 96) stabilisce che il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il suo consenso. Un video organico in cui compare una cliente soddisfatta, pubblicato sul tuo profilo con il suo permesso, non diventa automaticamente un annuncio pagato con il suo permesso. Non è consulenza legale: è il punto da chiarire prima di dire sì a Google.
Perché Google pesca video fuori dall'account?
Performance Max funziona meglio quando ha materiale per ogni formato. La guida Google "About video assets for Performance Max campaigns" (consultata il 26 ottobre 2026) indica nella tabella dei requisiti un video per ogni orientamento (orizzontale, quadrato e verticale), con un minimo di 1 e un massimo di 15, e consiglia almeno un video verticale tra 10 e 60 secondi per essere idonei agli Shorts di YouTube. La stessa guida dice che se non aggiungi un video, Google ne genera uno o più in automatico partendo dagli asset del gruppo, e che può ritagliare i video orizzontali in formato quadrato o verticale.
Il problema, per Google, è che la maggior parte delle piccole imprese i video non li carica. I sourced videos sono il passo successivo: invece di montare un video da immagini e titoli, il sistema va a prendere quello che l'attività ha già pubblicato altrove. È la stessa logica che PPC Land ricostruisce in una cronologia di ottobre 2026: nel novembre 2025 erano comparsi tra i suggerimenti i video degli annunci Facebook e Instagram (etichettati come forniti da un servizio terzo, Pathmatics), a marzo 2026 la voce fuori campo generata dall'AI è diventata predefinita sui video PMax, e dal 4 dicembre 2026 l'estrazione delle immagini dalla landing page sarà attiva di default sulle nuove campagne.
Su quest'ultimo punto la fonte ufficiale è il blog per sviluppatori di Google Ads, che il 21 ottobre 2026 ha pubblicato il post "Upcoming changes to image extraction in Performance Max campaigns starting December 4, 2026". È una funzione diversa, con un interruttore diverso: spegnere i video non spegne le immagini, e viceversa (lo sottolinea anche Relevant Audience, 24 ottobre 2026). La direzione però è una sola: Performance Max tratta tutto ciò che hai pubblicato come materiale pubblicitario potenziale, salvo che tu dica di no.
Il meccanismo di scelta resta opaco. La pagina in spagnolo spiega che il sistema seleziona i video in base alla pertinenza per la campagna, al rendimento potenziale e al rispetto delle buone pratiche, come le proporzioni. Non dice se un video con il volto di un dipendente, una musica di tendenza o il marchio di un fornitore viene scartato. E, come nota PPC Land, la pagina non mostra quali clip verranno usate prima che vadano in onda: le vedi nel report dopo.
A chi interessa davvero?
Riguarda solo chi usa Performance Max. Chi fa campagne sulla rete di ricerca classica, a parole chiave, non è toccato: nel caso delle investigazioni private a Milano, che lavoriamo su Google Search, questa impostazione non esiste nemmeno. Tra chi usa PMax, il rischio cambia molto in base a cosa c'è sui tuoi profili.
| Situazione | Rischio | Perché |
|---|---|---|
| Centri estetici, studi dentistici, palestre, parrucchieri con video di clienti | Alto | Volti e corpi di persone che hanno detto sì a un post, non a una pubblicità |
| Negozi e ristoranti con Reel montati su musica di tendenza | Alto | Diritti musicali pensati per i social, non verificati per gli annunci Google |
| Artigiani e installatori con video di cantiere | Medio | Video spesso utili, ma a volte con case, targhe o marchi di altri |
| Settori regolamentati (sanità, finanza, professioni) | Medio-alto | Un contenuto organico può non rispettare le regole di settore per la pubblicità |
| Aziende B2B con video prodotti apposta e diritti chiari | Basso | Il materiale è già pensato per essere promozionale |
Conta anche chi gestisce l'account. Se le campagne le segui da solo, la novità ti arriva senza un annuncio ufficiale: nelle fonti che abbiamo letto c'è solo una pagina di aiuto aggiornata e un interruttore con il bollino "New". Se hai un'agenzia o un consulente, la domanda da fare è semplice: "Sulle nostre Performance Max i sourced videos sono attivi? Quali fonti sono approvate?". Una risposta vaga è già un'informazione.
Uno studio dentistico in provincia di Bergamo usa Performance Max per le prime visite. Su Instagram pubblica Reel con il "prima e dopo" degli sbiancamenti, girati con il consenso dei pazienti per il profilo, e la homepage del sito linka il profilo. Con i sourced videos attivi, Google può prendere quei Reel, caricarli su un canale YouTube con il logo dello studio e mostrarli come annunci su YouTube e sulla Rete Display. Il titolare se ne accorge solo aprendo il report degli asset. Nessuna regola di Google è stata violata, ma lo studio ora ha una domanda da farsi: quei pazienti avevano accettato di comparire in una pubblicità a pagamento? Il problema non è la tecnologia, è il consenso dato per un uso diverso.
Come controllare se Performance Max usa già i tuoi video?
I passi qui sotto seguono la guida di Google in inglese e la sua versione italiana (consultate il 26 ottobre 2026). Tra parentesi trovi l'etichetta inglese, utile se usi l'interfaccia in inglese. Attenzione: la traduzione italiana della guida, fatta con l'AI, dice di "selezionare" la casella per disattivare la funzione; l'originale inglese dice di toglierne la spunta, ed è questa la versione da seguire.
- Accedi a Google Ads e apri il menu Campagne, poi la voce Campagne.
- Accanto alla campagna Performance Max, clicca l'icona a forma di ingranaggio per aprire le impostazioni.
- Cerca la sezione dedicata al gruppo di asset (Asset group) e apri il menu a discesa Ottimizzazione degli asset (Asset optimization).
- Guarda la casella Video da fonti approvate (Sourced videos, descritta in inglese come "Use videos from other channels"). Se è spuntata, la funzione è attiva.
- Clicca Gestisci fonti (Manage sources) per vedere quali indirizzi Google può usare: profili social, pagina di destinazione, canale YouTube. Togli quelli che non vuoi.
- Se vuoi spegnere tutto, togli la spunta da Video da fonti approvate, clicca Applica (Apply) e salva la campagna.
- Ripeti per ogni campagna Performance Max: l'impostazione è a livello di campagna, non di account.
Per vedere cosa è già andato in onda:
- Dal menu Campagne apri Asset e seleziona la campagna Performance Max.
- Filtra per tipo di asset Video. Secondo la guida di Google, i sourced videos compaiono nell'elenco degli asset con i loro dati di rendimento, come tutti gli altri.
- Apri ogni video che non riconosci come caricato da te e guardalo per intero, audio compreso.
- Se un video non va bene, toglilo dal gruppo di asset e rimuovi la sua fonte da Gestisci fonti, altrimenti al prossimo aggiornamento può tornare.
Se l'interruttore non c'è, la funzione non è ancora arrivata sul tuo account. Vale la pena ricontrollare tra qualche settimana, e soprattutto ogni volta che crei una nuova campagna: è lì che l'attivazione predefinita scatta di sicuro.
Cosa conviene fare, caso per caso?
- Se sui tuoi social ci sono clienti, pazienti o collaboratori riconoscibili: spegni i sourced videos o approva come fonte solo il canale YouTube dove carichi video prodotti per la pubblicità. Riaccendi solo dopo aver verificato i consensi.
- Se i tuoi Reel usano musica presa dalle librerie dei social: togli i profili social dalle fonti. Quella musica è concessa alle condizioni della piattaforma da cui l'hai presa; la guida di Google non dice nulla su come la tratta. La policy pubblicitaria di Google, invece, è chiara: gli annunci non possono usare contenuti protetti in modo da violare il diritto d'autore, e un annuncio segnalato può essere respinto. Annunci respinti in serie possono portare alla sospensione dell'account.
- Se hai video girati apposta, con diritti chiari, e PMax non ne ha: puoi lasciare la funzione accesa limitando le fonti al tuo canale YouTube o alla landing page. Controlla il report degli asset ogni settimana per il primo mese.
- Se non hai video e non pensi di farne: spegnere i sourced videos non ti mette al riparo dai video "di Google". Senza un video caricato, PMax può crearne uno da immagini e testi. Meglio caricarne almeno uno per orientamento, anche semplice, girato con il telefono.
- Se l'account lo segue un'agenzia: chiedi per iscritto lo stato dell'impostazione su ogni campagna e chi approva le fonti. È lo stesso tipo di controllo che serve per le promozioni automatiche e, da dicembre, per le immagini estratte dal sito.
Non è così, e non lo era nemmeno prima di ottobre. La guida Google sugli asset video di Performance Max dice che, se un gruppo di asset non ha video, ne possono essere generati uno o più in automatico. Adesso, in più, Google può andare a prendere i video che hai pubblicato altrove. L'unico modo per decidere cosa vedono le persone su YouTube è caricare video tuoi e controllare le impostazioni di ottimizzazione degli asset, non lasciare il campo vuoto.
Come si collega agli altri canali e alle altre automazioni?
I sourced videos sono l'ultimo di una serie di cambi con la stessa logica: la piattaforma prende materiale dal tuo sito o dai tuoi profili e lo trasforma in annuncio, attivo finché non dici di no. Su Google è successo con le promozioni automatiche prese dal sito dal 12 ottobre, succede con i video e succederà con le immagini dal 4 dicembre. Su ChatGPT Ads le creative enhancements dal 30 ottobre riscrivono annunci e pagina di destinazione. Su Meta i nuovi Termini commerciali dal 30 ottobre autorizzano la lettura del tuo sito.
C'è anche un effetto meno visibile: i tuoi profili social diventano, di fatto, un magazzino di creatività pubblicitarie. Un Reel nato per Instagram e pensato per chi già ti segue, mostrato su YouTube a uno sconosciuto, lavora in un contesto diverso: senza la didascalia, senza i commenti, a volte senza l'audio. Per questo conviene tenere separato ciò che pubblichi per la comunità da ciò che dai alle campagne, anche quando i due materiali si somigliano.
Infine, il controllo dei default fa parte della gestione di una campagna tanto quanto le offerte o le parole chiave. Se vuoi capire come impostiamo Performance Max e gli altri tipi di campagna per una piccola impresa, trovi il metodo nella pagina sulle campagne pubblicitarie; se il tuo obiettivo sono richieste di contatto qualificate più che visualizzazioni, in quella sulla generazione di contatti. Per un quadro su come Google sta spingendo l'automazione anche sulla rete di ricerca, c'è l'articolo sul passaggio delle campagne di ricerca ad AI Max.
Cosa ne pensiamo
Per una piccola impresa la nostra posizione è netta: i sourced videos vanno spenti finché non hai controllato le fonti una per una, e poi riaccesi, se serve, solo sul canale YouTube dove carichi video pensati per la pubblicità. Non perché i video automatici rendano per forza meno: Google non ha pubblicato dati sui risultati della funzione e noi non ne abbiamo. Ma il rischio e il vantaggio non stanno sullo stesso piatto. Il vantaggio è qualche video in più in rotazione; il rischio è un annuncio con il volto di una cliente che non ha mai acconsentito, o con una musica che ti costa un annuncio respinto.
Il punto che ci convince meno è il canale YouTube "di Google con il tuo logo". Video tuoi, nome tuo, ma un contenitore che non controlli. Se un giorno smetti di lavorare con Google Ads, o cambi agenzia, non è chiaro cosa resta di quei video e chi li può vedere. Su questo la guida non dice nulla, e quando una piattaforma non lo dice, conviene assumere che decida lei.
Detto questo, la funzione segnala un problema reale: troppe Performance Max girano con un solo video, o con nessuno. La risposta giusta non è lasciare che Google peschi a caso, ma produrre due o tre video brevi e semplici, uno per formato, girati apposta. In undici anni di campagne su Meta, Google, LinkedIn e TikTok abbiamo visto spesso la stessa cosa: un contenuto nato per chi ti segue già parla a chi ti conosce, mentre un annuncio deve parlare a chi non ti ha mai visto. Su YouTube, dove l'annuncio interrompe un video scelto da qualcun altro, la differenza pesa ancora di più. Il video che porta contatti è quello pensato per lo sconosciuto, con il problema che risolvi nei primi secondi e un invito chiaro alla fine.
In sintesi
Google Ads ha reso predefinita nelle nuove campagne Performance Max la funzione che usa come annunci i video presi da social, landing page e canale YouTube, caricandoli su un canale YouTube di Google con il tuo logo. Paesi, data di attivazione e trattamento dei diritti non sono indicati, e per l'Italia non c'è né conferma né esclusione. Chi ha sui social video con persone riconoscibili o musica di tendenza dovrebbe spegnerla o limitare le fonti, e caricare video propri pensati per la pubblicità.
Domande frequenti
Cosa sono i sourced videos di Performance Max?
Sono video che Google Ads trova da solo, con la sua AI e una scansione automatica, nelle fonti che approvi: profili social linkati dalla landing page, la landing page stessa e il canale YouTube collegato. Fino a 10 per gruppo di asset vengono aggiunti alla campagna e pubblicati come annunci, accanto ai video che carichi tu.
Sono attivi anche sulle mie campagne già esistenti?
Forse. La guida di Google dice che sono attivi di default sulle nuove campagne e che alcune campagne esistenti possono averli avuti attivati da un recente aggiornamento della piattaforma, senza dire quali né quando. L'unico modo per saperlo è aprire le impostazioni di ogni Performance Max e guardare la casella Sourced videos.
Come spengo i sourced videos?
Dal menu Campagne apri le impostazioni della campagna Performance Max con l'icona a ingranaggio e apri il menu Ottimizzazione degli asset. Togli la spunta da Video da fonti approvate (Sourced videos nell'interfaccia inglese), clicca Applica e salva. L'impostazione vale per singola campagna, quindi va ripetuta su ognuna.
La novità vale anche in Italia?
Google non nomina paesi: scrive solo che la funzione arriva a sequenze e potrebbe non essere ancora disponibile in tutti gli account. La guida italiana, tradotta con l'AI, la chiama Video da fonti approvate ma non riporta ancora l'attivazione predefinita. Non c'è un'esclusione per l'Italia, quindi conviene controllare ogni campagna.
Posso usare negli annunci i video dei miei clienti pubblicati su Instagram?
Dipende dal consenso che ti hanno dato. In Italia la legge sul diritto d'autore, all'articolo 96, vieta di esporre o mettere in commercio il ritratto di una persona senza il suo consenso. Un permesso dato per un post non copre per forza una pubblicità a pagamento: verificalo prima di approvare il profilo come fonte.
Se spengo i sourced videos, Performance Max smette di mostrare video?
No. Secondo la guida Google sugli asset video, se un gruppo di asset non ha video, Google può generarne uno o più in automatico partendo da immagini e testi. Per decidere cosa vedono le persone su YouTube devi caricare video tuoi, idealmente uno orizzontale, uno quadrato e uno verticale.
Fonti
Verificate alla data di pubblicazione. Dove una fonte non specifica i mercati, lo indichiamo nel testo.
- Google About sourced videos in Performance Max campaigns (Centro assistenza Google Ads, versione inglese) (consultata il 26 ottobre 2026)
- Google Informazioni sui video da fonti approvate nelle campagne Performance Max (stessa guida, versione italiana tradotta con l'AI) (consultata il 26 ottobre 2026)
- Google Acerca de los videos de origen en las campañas de máximo rendimiento (stessa guida, versione spagnola) (consultata il 26 ottobre 2026)
- Google Asset automation settings (documentazione Google Ads API) (consultata il 26 ottobre 2026)
- Google About video assets for Performance Max campaigns (Centro assistenza Google Ads) (consultata il 26 ottobre 2026)
- Google Upcoming changes to image extraction in Performance Max campaigns starting December 4, 2026 (Google Ads Developer Blog, titolo e data letti nell'elenco dei post) (21 ottobre 2026)
- Google Copyrights (Norme pubblicitarie di Google Ads) (consultata il 26 ottobre 2026)
- PPC News Feed Performance Max Sourced Videos Become Opt-Out (21 ottobre 2026)
- Search Engine Roundtable Google Ads Asset Optimization Sourced Videos Toggle (23 ottobre 2026)
- PPC Land Google can add up to 10 crawled videos to PMax asset groups by default (ottobre 2026)
- Relevant Audience PMax sourced videos now on by default: what to check (24 ottobre 2026)
- Brocardi.it Legge sul diritto d'autore (L. 633/1941), articolo 96 (consultata il 26 ottobre 2026)
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