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Novità Google Business Profile · Policy su scheda e post

Google Business Profile vieta prezzi e promozioni a tempo nella scheda: le offerte ora vanno nei post

Google ha aggiornato la policy di Maps e del Profilo dell'attività: nella scheda niente promozioni a tempo, prezzi o inviti diretti all'azione, nei post niente telefoni, e-mail e link estranei. La nostra tesi, per negozi, ristoranti e attività con vetrina: la descrizione è una carta d'identità, le offerte vanno nei post, e conviene sistemarla adesso anche senza una data di applicazione.

· lettura 12 min · Zenoo Digital

Google Business Profile, il Profilo dell'attività su Google, ha nuove regole su cosa si può scrivere nella scheda e nei post: la sezione "Pubblicità e proposte commerciali" della policy sui contenuti vietati, aggiornata e riportata da Search Engine Roundtable il 6 ottobre 2026, esclude dalla scheda promozioni a tempo, prezzi e inviti diretti all'azione, e dai post telefoni, e-mail e link a siti non collegati all'attività. Google non ha indicato una data di applicazione; la descrizione resta di 750 caratteri al massimo, senza link, secondo la sua guida. Qui trovi cosa dice il testo, cosa non chiarisce, come controllare la tua scheda passo per passo e cosa spostare nei post.

Cosa ha cambiato Google nelle regole della scheda e dei post?

Google ha riscritto la sezione sulla pubblicità della sua policy "Contenuti vietati e con limitazioni", la stessa che vale per Google Maps e per il Profilo dell'attività su Google (Google Business Profile, cioè la scheda che compare nella mappa e a destra dei risultati quando qualcuno cerca un'attività). Il cambio è stato notato da una consulente di ricerca locale, che ha pubblicato su LinkedIn le schermate prima e dopo, e riportato da Search Engine Roundtable il 6 ottobre 2026. La pagina di Google non ha una data di aggiornamento: l'unico riferimento temporale è quello delle testate.

Nella versione italiana la sezione si chiama "Pubblicità e proposte commerciali" e parte da un principio: i contributi devono riflettere esperienze autentiche o definire l'identità permanente di un'attività, e non si pubblicano contenuti a scopo pubblicitario. La novità è che, per la prima volta, la sezione separa le regole per gli utenti da quelle per i commercianti, e dentro queste distingue la scheda dai post.

DoveCosa non è ammessoCosa resta ammesso
Scheda dell'attivitàContenuti promozionali o commerciali con promozioni a tempo limitato, prezzi o inviti diretti all'azione (in inglese "time-bound promotions, pricing, or direct calls-to-action")Informazioni che descrivono l'attività in modo stabile: chi siete, cosa fate, per chi
PostIndirizzi e-mail, numeri di telefono, link a social o ad altri siti non collegati all'attivitàOfferte e aggiornamenti, anche quando possono sembrare promozionali
Recensioni (utenti)Contenuti promozionali, e-mail, telefoni, link a social o ad altri sitiEsperienze reali

Per la descrizione dell'attività il divieto non arriva dal nulla. Le "Linee guida per la rappresentazione delle attività commerciali su Google", consultate il 27 ottobre 2026, dicono già che la descrizione non deve concentrarsi su promozioni, prezzi o offerte, con due esempi di testi non consentiti ("Svendita totale, tutto al 50%" e "I migliori croissant a 1 €"), e che non può contenere link di alcun tipo. Cambiano invece il perimetro, che diventa l'intera scheda, e l'aggiunta esplicita degli inviti diretti all'azione.

Cosa Google non ha detto

Relevant Audience, che ha ripreso la notizia l'8 ottobre 2026, elenca i punti aperti, e li abbiamo ritrovati tutti leggendo la pagina ufficiale:

  • nessuna data da cui la regola si applica, e nessun numero di schede interessate;
  • nessuna indicazione se i testi già presenti verranno rimossi in automatico, modificati da Google o lasciati fino a una segnalazione;
  • nessuna definizione campo per campo di "scheda": nome, descrizione, servizi, prodotti e attributi non sono elencati;
  • nessun chiarimento sui prezzi fissi di listino, che non sono una promozione ma restano "prezzi";
  • nessun esempio di sito "non collegato all'attività": che nei post il link al proprio sito resti ammesso è la lettura più naturale del testo, non una frase di Google.

E in Italia?

La regola vale anche in Italia. La pagina "Contenuti vietati e con limitazioni" è già tradotta in italiano con il nuovo testo, e le norme sui contenuti generati dagli utenti di Maps non prevedono eccezioni per paese (anzi, le sospensioni degli account per violazioni valgono a livello globale). Nelle ricerche in italiano che abbiamo fatto il 27 ottobre 2026 non abbiamo trovato testate italiane che ne abbiano parlato, né comunicazioni di Google Italia: chi gestisce la scheda da solo, con ogni probabilità, non ne sa nulla. Non risultano nemmeno dati su schede italiane sospese o modificate per questo motivo: per ora non è possibile dire con quale severità Google applichi la regola da noi.

Perché Google separa la scheda dai post?

La logica si legge nelle pagine di aiuto, anche se Google non la spiega in un unico punto. La scheda è pensata come una carta d'identità: nome reale, categoria, indirizzo, orari, descrizione. Le linee guida chiedono che il nome corrisponda a quello usato sull'insegna e sui documenti, senza slogan, orari o località aggiunti, e avvertono che informazioni non necessarie nel nome "potrebbero provocare la sospensione" del profilo. Una promozione con scadenza, dentro una carta d'identità, diventa falsa il giorno dopo.

I post, invece, hanno una data per costruzione. La guida "Crea e gestisci i post" prevede tre tipi: aggiornamento, offerta ed evento. Le offerte richiedono titolo, date e orari, e possono avere un codice coupon e dei termini; i post più vecchi di sei mesi vengono archiviati, salvo che sia impostato un intervallo di date. Lo spazio per dire "questo mese c'è lo sconto" Google lo ha già costruito: la policy chiede di usare quello.

C'è poi una ragione di sicurezza. Le norme su foto, video e post spiegano che Google può rimuovere i post con dati di contatto non verificati (telefoni, e-mail, nomi utente dei social) "per evitare attività fraudolente o abusi", e suggeriscono di usare il pulsante Chiama ora, che usa il numero verificato del profilo. Un numero scritto nel testo di un post può essere quello di chiunque; quello del pulsante no. La stessa logica vale per i link: nella scheda vanno messi nei campi previsti, che Google controlla con strumenti automatici e revisioni manuali, al massimo una volta al giorno secondo le sue linee guida sui link.

Infine, tutto passa per una revisione. Google esamina le modifiche al profilo prima di pubblicarle e controlla i post prima di mostrarli; secondo la panoramica delle norme, i contenuti che non rispettano le regole possono essere bloccati, non mostrati, oppure portare a limitazioni sul profilo o sull'account. Se l'account viene limitato, tutti i profili collegati vengono sospesi.

A chi interessa davvero questa regola?

Non a tutti allo stesso modo. Conta come è scritta oggi la scheda, non il settore in sé.

  • Rischio alto: negozi, ristoranti e attività con vetrina che usano la descrizione come bacheca delle offerte ("saldi fino al 30 settembre", "aperitivo a 8 euro", "prenota ora il tuo tavolo"). È il caso descritto alla lettera dalla policy.
  • Rischio medio: parrucchieri, centri estetici, palestre, studi dentistici che hanno messo il listino nella descrizione o nei nomi dei servizi. Il prezzo in sé non è una promozione, ma la guida sui servizi dice già che nei nomi dei servizi personalizzati non vanno inseriti prezzi o numeri di telefono.
  • Rischio medio: artigiani e servizi a domicilio, come idraulici ed elettricisti, che chiudono la descrizione con "chiamaci al…" o "preventivi in giornata, contattaci subito": sono inviti diretti all'azione dentro la scheda.
  • Rischio basso: studi professionali (commercialisti, avvocati, consulenti) con descrizioni già sobrie. Per loro il punto da controllare sono i post, se riportano numeri o indirizzi e-mail nel testo.
  • Caso a parte: hotel e strutture ricettive. Le norme sui post dicono già che non possono creare post di tipo "offerta" né post che citano sconti o promozioni.

Un esempio verosimile. Un'ottica di Lodi ha nella descrizione: "Ottica in centro dal 1987. Fino al 31 ottobre occhiali da sole scontati del 30%! Prenota l'esame della vista: chiama il numero…, oppure scrivici a…". In quelle tre righe ci sono una promozione a tempo, un prezzo (lo sconto), due inviti all'azione e un contatto, già presente comunque nei campi della scheda. La versione che rispetta la policy dice cosa fa l'attività in modo stabile: "Ottica nel centro di Lodi dal 1987. Esame della vista con optometrista, lenti progressive e a contatto, montature da vista e da sole, riparazioni in giornata." Lo sconto di ottobre diventa un post di tipo offerta, con date di inizio e fine; la prenotazione passa dal pulsante o dal link di prenotazione nei campi previsti. Il cliente trova le stesse informazioni, ognuna nel posto in cui Google la vuole.

Come controllare la tua scheda, passo per passo?

Bastano un quarto d'ora e l'Account Google collegato al profilo. I nomi dei menu sono quelli delle guide in italiano di Google; alcune voci possono cambiare tra Ricerca, Maps e sistema operativo.

  1. Apri il profilo. Da computer vai su business.google.com e seleziona Modifica profilo. Dal telefono apri l'app Google Maps, tocca Attività in basso a destra, poi Modifica profilo.
  2. Leggi la descrizione (massimo 750 caratteri, senza URL né codice HTML). Cerca queste parole: "sconto", "%", "offerta", "promo", "fino al", "solo per", "€", "chiama", "prenota ora", "scrivici", "contattaci", e qualsiasi numero di telefono, e-mail o indirizzo web scritto nel testo.
  3. Controlla il nome. Deve essere quello dell'insegna, senza città, servizi o slogan aggiunti. Non è la novità di ottobre, ma è il motivo di sospensione citato in modo esplicito dalle linee guida.
  4. Apri Modifica servizi. Se un nome di servizio contiene un prezzo o un numero ("Taglio donna 25 euro"), sposta il prezzo nel campo apposito del servizio e lascia nel nome solo il servizio.
  5. Vai su Post e guarda lo stato di ciascuno. "Non approvato" vuol dire che non è visibile: il punto interrogativo accanto allo stato indica la norma violata. "In attesa" vuol dire che è ancora in revisione o che il profilo non è verificato.
  6. Rileggi il testo dei post pubblicati. Togli numeri di telefono, e-mail e nomi utente dei social scritti nel testo; usa il pulsante (Chiama ora, Prenota, Scopri di più) per portare le persone al telefono o al sito.
  7. Controlla i link nei campi della scheda: devono portare a una pagina della tua attività che si apre senza errori. Le linee guida sui link escludono, tra gli altri, gli accorciatori di URL e le pagine generiche o di un'altra sede.
  8. Salva una modifica alla volta. Google esamina le modifiche prima di pubblicarle e non indica i tempi: cambiare tutto insieme rende più difficile capire quale modifica è stata respinta.

Cosa fare, a seconda di come è scritta oggi la scheda?

Se la descrizione contiene offerte a tempo, riscrivila adesso. Non c'è una scadenza dichiarata, ma è la parte della regola scritta in modo più chiaro, ed è anche il testo che invecchia peggio: una promozione scaduta nella descrizione è un'informazione sbagliata sulla tua attività.

Se nella descrizione c'è il listino, toglilo dalla descrizione e mettilo dove Google prevede un prezzo: il campo prezzo dei servizi, il menu per la ristorazione, o la pagina del sito. Qui la policy è ambigua, perché vieta i "prezzi" nella scheda mentre la stessa Google mette a disposizione un campo prezzo per ogni servizio. La lettura più prudente: il prezzo nel campo strutturato resta, il prezzo nel testo libero va tolto.

Se pubblichi post con numero di telefono nel testo, sostituiscilo con il pulsante Chiama ora. Le norme sui post dicono già che un post con un numero di telefono nella descrizione può essere rifiutato se Google non riesce a verificare il collegamento con l'attività.

Se usi i post per rimandare a Facebook o Instagram, porta piuttosto le persone al tuo sito. Il testo italiano vieta i "link a social media o siti web non collegati all'attività", e non è chiaro se "non collegati" valga anche per i social: il link al proprio sito è l'unica scelta che nessuna lettura mette in dubbio.

Se la scheda è già sobria, non toccarla. Riscrivere spesso nome, categoria o descrizione non è un vantaggio: alcune modifiche, come quelle importanti al nome o alla categoria, possono essere respinte o richiedere una nuova verifica.

Il mito da sfatare: offerte e parole chiave nella descrizione fanno salire la scheda nella mappa

Google spiega che i risultati locali dipendono da tre fattori: pertinenza (quanto il profilo corrisponde alla ricerca), distanza ed evidenza (quanto l'attività è conosciuta, anche in base ai siti che la citano e alle recensioni). Una descrizione piena di sconti e inviti a chiamare non aumenta nessuno dei tre; con la nuova policy può solo portare a un rifiuto della modifica. Google aggiunge che il posizionamento locale non si può comprare.

Sulle recensioni la stessa pagina conferma regole che conviene ripassare, perché il rischio è simile: niente sconti o omaggi in cambio di una recensione, niente richieste mirate solo ai clienti soddisfatti. Chiedere a tutti un'opinione sincera resta permesso.

Che legame c'è con le campagne, il sito e le risposte delle AI?

Le promozioni non spariscono: cambiano posto. Una volta tolte dalla scheda, le offerte stanno bene in tre luoghi: i post del profilo, una pagina del sito dedicata alla promozione e, se fai pubblicità, gli annunci. Ricorda però che anche Google Ads legge il sito: dal 12 ottobre può generare da solo promozioni negli annunci partendo dalle offerte che trova nelle tue pagine, come abbiamo spiegato nell'articolo sulle promozioni automatiche di Google Ads. Una pagina offerte scaduta sul sito diventa così un problema in due canali.

La descrizione stabile serve anche fuori dalla mappa. Nella sua guida sulle funzioni AI della Ricerca, che abbiamo letto nell'articolo sull'ottimizzazione per le risposte AI, Google scrive che il Profilo dell'attività può aiutare prodotti e servizi a essere visibili sia nelle risposte AI sia negli altri risultati. Un testo che dice con chiarezza cosa fai, dove e per chi, coerente con il sito, è il materiale migliore che puoi offrire; nessuno può promettere che venga ripreso, e una promozione scaduta di certo non aiuta.

Se pensi di affidare la scheda a un assistente, controlla quello che scrive: Gemini per le piccole imprese si collega già a Google Business Profile, e nell'articolo su Gemini abbiamo spiegato cosa conviene lasciargli fare. Un testo generato con "offerta imperdibile, chiama subito" viola la policy esattamente come uno scritto a mano.

Se vuoi un controllo esterno di scheda, sito e presenza nelle risposte AI, è il lavoro che facciamo nel servizio SEO e motori di risposta; per la pagina che accoglie chi arriva da un post o da un annuncio c'è il servizio siti e landing page. Per idraulici, elettricisti e altri servizi a domicilio, la scheda conta quanto le campagne: ne parliamo nella pagina dedicata a idraulici ed elettricisti.

Cosa ne pensiamo

La regola è giusta, e conviene adeguarsi subito invece di aspettare di capire quanto Google sarà severa. La descrizione della scheda è uno dei pochi testi che un potenziale cliente legge prima ancora di arrivare sul sito, spesso dal telefono, mentre decide se andare da te o dal concorrente della via accanto. Usarla come volantino è sempre stato un errore: le offerte scadono, nessuno aggiorna la descrizione, e chi la legge a novembre trova i saldi di settembre. Ora quell'errore ha anche un rischio in più.

Tre posizioni nette. Primo: la descrizione si scrive una volta, bene, e si tocca raramente; deve dire cosa fai, dove e per chi, con le parole che usano i clienti. Secondo: le offerte vanno nei post, con date vere, e chi non ha tempo di pubblicarne con regolarità fa meglio a non pubblicarne piuttosto che lasciarne una scaduta in evidenza. Terzo: il telefono si fa usare dal pulsante, non si scrive nel testo: è più comodo per chi chiama e non mette a rischio il post.

Su un punto non seguiamo le letture più allarmate che circolano tra le agenzie: non vediamo motivi per togliere i prezzi dal campo dei servizi, che Google stessa ha creato. Quando una policy è ambigua, la scelta sensata è usare ogni campo per lo scopo per cui esiste, non svuotare la scheda per paura. E se domani Google chiarirà diversamente, aggiorneremo questo articolo.

In sintesi

Google ha separato nella sua policy le regole per i commercianti: la scheda deve descrivere l'identità stabile dell'attività, senza promozioni a tempo, prezzi o inviti diretti all'azione, mentre le offerte restano ammesse nei post, senza contatti scritti nel testo e senza link estranei. La regola vale anche in Italia, ma Google non ha detto da quando la applica, se rimuoverà i testi esistenti né quali campi della scheda siano coperti. Conviene riscrivere subito la descrizione, spostare le offerte nei post con date vere, usare i pulsanti al posto del telefono nel testo e lasciare i prezzi solo nei campi strutturati come quello dei servizi.

Domande frequenti

Posso ancora scrivere le offerte nella mia scheda Google?

Non nella descrizione né negli altri testi della scheda: la policy aggiornata vieta contenuti promozionali con promozioni a tempo, prezzi o inviti diretti all'azione. Le offerte restano ammesse nei post di tipo Offerta, che richiedono titolo, date e orari e possono avere un codice coupon. Così l'offerta ha anche una scadenza visibile e non resta online quando è finita.

Devo togliere i prezzi dai servizi del Profilo dell'attività?

Google non lo ha chiarito. La policy vieta i prezzi nella scheda, ma la guida ufficiale sui servizi prevede un campo prezzo per ogni servizio e vieta i prezzi solo nei nomi dei servizi personalizzati. La lettura più prudente è lasciare il prezzo nel campo apposito e toglierlo dalla descrizione e dai nomi dei servizi.

Posso mettere il numero di telefono in un post su Google?

Meglio di no. La policy vieta numeri di telefono ed e-mail nei post, e le norme sui post dicono che Google può rimuovere quelli con dati di contatto non verificati. L'alternativa ufficiale è il pulsante Chiama ora, che usa il numero già verificato del profilo e permette di chiamare con un tocco dal telefono.

Da quando si applicano le nuove regole sulla scheda Google?

Google non ha indicato una data. La modifica alla pagina della policy è stata notata e riportata da Search Engine Roundtable il 6 ottobre 2026, e la pagina ufficiale non riporta una data di aggiornamento. Non si sa nemmeno se i testi già presenti verranno rimossi in automatico: conviene sistemarli prima che lo decida Google.

Cosa rischia una scheda che non rispetta la policy?

Secondo le pagine di aiuto di Google, i contenuti non conformi possono essere rifiutati o non mostrati, i post possono risultare Non approvati, e nei casi più gravi possono essere limitati il profilo o l'account. Se l'account viene limitato, tutti i profili collegati vengono sospesi. Per ora non ci sono dati su come Google applichi questa regola in Italia.

Scrivere offerte e parole chiave nella descrizione aiuta a salire su Google Maps?

No. Google spiega che i risultati locali dipendono da pertinenza, distanza ed evidenza, cioè quanto il profilo corrisponde alla ricerca, quanto sei vicino e quanto sei conosciuto, anche per recensioni e siti che ti citano. Le offerte nella descrizione non aiutano nessuno dei tre fattori e il posizionamento locale non si può comprare.

Fonti

Verificate alla data di pubblicazione. Dove una fonte non specifica i mercati, lo indichiamo nel testo.

  1. Google Contenuti vietati e con limitazioni (Guida di Profilo dell'attività su Google) (consultata il 27 ottobre 2026)
  2. Google Linee guida per la rappresentazione delle attività commerciali su Google (consultata il 27 ottobre 2026)
  3. Google Crea e gestisci i post nel profilo dell'attività (consultata il 27 ottobre 2026)
  4. Google Norme relative ai contenuti di foto, video e post del profilo dell'attività (consultata il 27 ottobre 2026)
  5. Google Modifica il profilo dell'attività (consultata il 27 ottobre 2026)
  6. Google Gestisci i servizi nel profilo della tua attività (consultata il 27 ottobre 2026)
  7. Google Linee guida e norme relative ai link dell'attività (consultata il 27 ottobre 2026)
  8. Google Overview of Google Business Profile policies (consultata il 27 ottobre 2026)
  9. Google Norme relative ai contenuti generati dagli utenti di Maps (consultata il 27 ottobre 2026)
  10. Google Guida di Profilo dell'attività: posizionamento locale su Google (consultata il 27 ottobre 2026)
  11. Search Engine Roundtable Updated Google Maps Policy: What Merchants Can't Post In Listings Or Posts (6 ottobre 2026)
  12. Relevant Audience Google Business Profile policy now bans time-bound promotions and pricing in listings (8 ottobre 2026)

Prima consulenza gratuita

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