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Novità Bing · Addestramento AI e grounding
Bing separa addestramento AI e citazioni in Copilot: cosa controllare nel sito WordPress entro il 1 marzo 2027
Dal 30 ottobre 2026 Bing permette di dire separatamente se i contenuti di un sito possono addestrare i modelli AI e se possono essere citati nelle risposte di Copilot, e dal 1 marzo 2027 i vecchi tag NoArchive e NoCache smettono di valere come preferenza. La nostra tesi, per chi ha un sito WordPress con un plugin SEO mai riaperto: le citazioni vanno lasciate aperte, l'addestramento va deciso, e il vero rischio è un NoArchive dimenticato.
Bing ha separato l'addestramento AI dal grounding, cioè dall'uso delle pagine per costruire le risposte di Copilot: lo ha annunciato il 30 ottobre 2026 sul suo blog ufficiale, con una scadenza al 1 marzo 2027 per i siti che usano ancora i tag NoArchive o NoCache. In Italia Bing ha il 5,83% delle ricerche secondo StatCounter (ottobre 2026), ma le stesse impostazioni decidono se il tuo sito compare nelle risposte di Copilot. Qui trovi cosa cambia, chi deve muoversi, come controllare il sito in sette passi e quale scelta consigliamo a una piccola impresa.
Cosa ha cambiato Bing il 30 ottobre 2026?
Il 30 ottobre 2026 il blog ufficiale di Bing ha presentato nuove preferenze con cui il proprietario di un sito può dire a Microsoft due cose diverse: se i suoi contenuti possono servire ad addestrare i modelli di intelligenza artificiale (AI Training) e se possono essere usati come fonte per costruire le risposte AI (AI Grounding). Il grounding, in inglese "ancoraggio", è il passaggio in cui l'AI va a leggere pagine web per rispondere a una domanda e poi le cita: è quello che succede quando Copilot o il riassunto AI di Bing mostrano il link al tuo sito sotto una risposta.
Le definizioni sono quelle di Bing: l'addestramento riguarda l'uso di un contenuto "per modificare i parametri appresi di un modello di AI generativa", il grounding l'uso di un contenuto "come input per informare le risposte generate dall'AI". Fino a oggi le due cose si controllavano insieme, con strumenti nati per altro. Ora si separano.
| Preferenza | Dove si scrive | Valori | Cosa succede se non scrivi nulla |
|---|---|---|---|
| AI Training (addestramento), per sito o per cartella | nel file robots.txt, con il gruppo User-Agent: __usage_ai-training seguito da Disallow: / o dal percorso | Allow (consentito) o Disallow (negato) | Allow |
| AI Training, per singola pagina | nel meta tag <meta name="Bingbot" content="ai-training:disallow"> o nell'intestazione HTTP X-Robots-Tag | Allow o Disallow; la scelta sulla pagina prevale su quella del robots.txt | Allow |
| AI Grounding (risposte AI), solo per singola pagina | nel meta tag <meta name="Bingbot" content="ai-grounding:disallow"> o nell'intestazione HTTP | Allow, DisallowExtended (solo servizi Microsoft), Disallow (nessun uso) | Allow |
Il valore intermedio, DisallowExtended, è la novità più interessante: secondo la pagina di Bing lascia il contenuto disponibile per le esperienze gestite da Microsoft (Copilot, i riassunti AI di Bing, Microsoft 365) ma lo esclude dai servizi con cui Microsoft fornisce il grounding ad altre aziende, come le interfacce per sviluppatori. Il post indica il valore ai-grounding:disallowextended ma non riporta la riga completa del meta tag: per analogia con gli altri esempi ha la stessa forma, ma è una nostra deduzione.
Tre frasi del post valgono più del resto. La prima: le preferenze "non cambiano l'idoneità" a comparire nei risultati tradizionali di Bing. La seconda: chi sceglie DisallowExtended o Disallow avrà "una visibilità del marchio ridotta nelle esperienze AI". La terza: nessuna delle due scelte "garantisce inclusione, traffico o pagamento", e le preferenze non creano accordi di licenza.
Il calendario, con le date dichiarate da Bing
- 15 dicembre 2026: in Bing Webmaster Tools si aprono le preferenze temporanee di grounding, solo per i siti che a quella data usano i vecchi tag NoArchive o NoCache.
- 1 febbraio 2027: Microsoft comincia a rispettare le nuove preferenze man mano che rilegge le pagine.
- 1 marzo 2027: scadenza per chi usa NoArchive o NoCache e vuole mantenere le restrizioni. Dopo questa data quei tag non vengono più letti come preferenza per addestramento o grounding.
- 30 settembre 2027: scadono le preferenze temporanee impostate in Bing Webmaster Tools, oppure prima, se Bing rilegge la pagina e trova la preferenza nuova.
Per l'addestramento non esiste una preferenza temporanea in Bing Webmaster Tools: va pubblicata nel robots.txt o sulle pagine entro il 1 marzo 2027.
E in Italia?
Le preferenze non hanno limiti di paese: valgono per qualsiasi sito che Bing scansiona, quindi anche per i siti italiani, e il post non indica eccezioni per lingua o mercato. Quanto pesa Bing da noi? Secondo StatCounter, a ottobre 2026 Bing ha in Italia il 5,83% delle ricerche su tutti i dispositivi, contro l'88,06% di Google: una quota piccola, che però non misura l'uso di Copilot, integrato in Windows e in Microsoft 365, che per l'Italia non ha dati pubblici affidabili. Nelle ricerche in italiano fatte il 2 novembre 2026 non abbiamo trovato articoli di testate italiane sulla novità.
C'è poi un aspetto europeo che le fonti americane non toccano. La direttiva (UE) 2019/790 sul diritto d'autore, recepita anche in Italia, consente l'estrazione di testo e di dati dalle opere accessibili online, cioè la raccolta automatica su cui si basa anche l'addestramento dei modelli, salvo che il titolare se la sia riservata "in modo appropriato, ad esempio attraverso strumenti che consentano lettura automatizzata" (articolo 4, paragrafo 3). Un segnale nel robots.txt è proprio uno strumento di questo tipo. Se basti, da solo, come riserva valida davanti a un giudice non è stato chiarito da Bing né, per quanto abbiamo trovato, da una sentenza italiana: qui non diamo un parere legale, e chi ha contenuti di valore economico (testi tecnici, foto, schede prodotto) dovrebbe sentire un avvocato.
Perché Bing separa addestramento e citazioni nelle risposte AI?
Perché lo strumento di prima era troppo grezzo. Il 22 settembre 2023 Bing aveva annunciato che due tag già esistenti, nati per gestire la copia in cache delle pagine, avrebbero governato anche l'uso nell'allora Bing Chat. Con NOCACHE, la pagina poteva comparire nelle risposte ma solo con indirizzo, titolo e snippet, e solo quelli potevano finire nell'addestramento. Con NOARCHIVE, la pagina non veniva usata nelle risposte, non veniva linkata e non serviva ad addestrare i modelli. Bing precisava che in entrambi i casi la pagina restava nei risultati di ricerca.
Il problema era che non si poteva dire "non addestrarti sui miei testi, ma citami quando rispondi": un editore che voleva proteggere i contenuti spariva anche dalle risposte di Copilot. E molti siti avevano NoArchive per motivi che con l'AI non c'entrano nulla, per esempio per non far vedere la versione in cache di un listino vecchio, o perché l'aveva impostato chi ha fatto il sito. Per tutti questi siti l'effetto, dal 2023, è l'esclusione dalle risposte AI di Bing, quasi sempre senza saperlo.
La seconda ragione è che l'industria sta convergendo su un segnale comune. Il post di Bing cita il gruppo di lavoro AI Preferences dell'IETF (l'ente che scrive gli standard tecnici di internet), che sta definendo una preferenza condivisa per l'addestramento: l'idea è scriverla una volta nel robots.txt e farla valere per più fornitori di AI, invece di elencare un blocco per ogni crawler. Bing dice di lavorare "con altri operatori del settore", senza nominarli. Lo stesso 30 ottobre 2026 Google ha pubblicato su Search Central un post in cui annuncia che punta a supportare quel controllo condiviso nel 2027: è contesto, non parte della novità di Bing, e ne parliamo più sotto.
Da notare che il grounding, a differenza dell'addestramento, non ha un'impostazione per tutto il sito nel robots.txt: si decide pagina per pagina. È una scelta coerente con l'uso reale: un'impresa può voler proteggere l'area con i contenuti a pagamento e lasciare citabili le pagine dei servizi.
A chi interessa davvero questa novità?
Per la maggior parte delle piccole imprese la risposta onesta è: a pochi, ma a quei pochi parecchio. Il punto di partenza è che senza nessuna preferenza pubblicata addestramento e grounding restano su Allow. Chi non ha mai toccato queste impostazioni non perde nulla e non deve fare nulla.
| Situazione | Quanto ti tocca | Perché |
|---|---|---|
| Sito con NoArchive o NoCache attivi (da plugin SEO, tema, CMS o area riservata) | alto | oggi sei probabilmente fuori dalle risposte AI di Bing; dal 1 marzo 2027 il tag non vale più come preferenza e il comportamento cambia |
| Chi pubblica contenuti che hanno valore in sé: guide tecniche, listini, schede prodotto scritte a mano, foto originali | medio | può bloccare l'addestramento restando citabile, cosa che prima non era possibile |
| E-commerce e siti con molte pagine generate dal CMS | medio | vanno controllate le impostazioni di default del CMS, non solo le pagine principali |
| Sito vetrina di un artigiano, di uno studio o di un negozio, mai toccato | basso | resti su Allow; conviene solo verificare che non ci sia un NoArchive dimenticato |
Il lettore a cui pensiamo, scrivendo, è chi ha un sito WordPress con un plugin SEO installato anni fa e non ha mai aperto le impostazioni avanzate. È lì che un NoArchive si nasconde più facilmente. Rank Math, uno dei plugin SEO più diffusi, offre ad esempio l'opzione No Archive nella sezione Robots Meta della scheda avanzata di ogni pagina, e consente di impostare i valori predefiniti per tutto il sito: la documentazione del plugin dice che la pagina "resta indicizzata e posizionata normalmente", e infatti nessuno se ne accorge.
Uno studio tecnico di geometri in provincia di Lecco ha un sito WordPress fatto nel 2022, con una ventina di pagine su pratiche edilizie, catasto e bonus. Chi l'ha costruito ha messo NoArchive come impostazione predefinita, per non far vedere a Bing copie vecchie delle pagine sui bonus. Il titolare non lo sa. Da settembre 2023 quelle pagine, secondo le regole annunciate da Bing, non possono essere usate nelle risposte di Copilot: chi chiede a Copilot "come si fa una CILA in Lombardia" trova citati altri siti. Dal 1 marzo 2027 il tag non sarà più letto come preferenza AI, e, secondo Bing, senza preferenze nuove le pagine passano su Allow per il grounding: la situazione si sblocca da sola, ma restano mesi di invisibilità che si possono chiudere prima, togliendo il tag e decidendo in modo esplicito. Il caso opposto è un piccolo editore di manuali tecnici che ha messo NoArchive apposta: se entro il 1 marzo 2027 non pubblica le nuove preferenze, la sua protezione smette di valere.
Come controllare se il tuo sito usa NoArchive o le nuove preferenze?
Bastano una decina di minuti e nessuno strumento a pagamento. Bing Webmaster Tools ha l'interfaccia in inglese, e i nomi dei menu qui sotto sono riportati come appaiono.
- Guarda il codice di una pagina. Apri la home e una pagina interna nel browser, premi Ctrl+U (su Mac Cmd+Opzione+U) e cerca con Ctrl+F le parole noarchive e nocache. Di solito stanno in una riga che inizia con <meta name="robots" o <meta name="bingbot".
- Controlla le intestazioni HTTP. Alcuni hosting e CDN mettono le stesse istruzioni nell'intestazione X-Robots-Tag, che nel codice della pagina non si vede. Nel browser apri Strumenti per sviluppatori, scheda Rete, ricarica la pagina, clicca sul primo elemento e cerca X-Robots-Tag tra le intestazioni della risposta. Se non sai farlo, chiedilo a chi gestisce il sito: è una domanda da una riga.
- Apri le impostazioni del plugin SEO. In WordPress, apri una pagina in modifica e cerca nel riquadro del plugin la sezione dei meta robots (in Rank Math è nella scheda avanzata, alla voce Robots Meta). Poi controlla anche le impostazioni generali del plugin, dove si fissano i valori predefiniti per tutte le pagine dello stesso tipo.
- Leggi il robots.txt. Scrivi nel browser il tuo dominio seguito da /robots.txt. Verifica che non ci sia un blocco per Bingbot: secondo Bing, una preferenza Allow non annulla un divieto di scansione nel robots.txt. Se trovi un gruppo User-Agent: __usage_ai-training, qualcuno ha già impostato la preferenza sull'addestramento.
- Registra il sito in Bing Webmaster Tools, se non l'hai mai fatto: si può importare dalla Search Console di Google. Dal febbraio 2026 c'è il report AI Performance, in anteprima pubblica, che mostra le citazioni del sito nelle risposte di Copilot, nei riassunti AI di Bing e in alcuni servizi partner, con il numero totale di citazioni, le pagine citate e un campione delle domande usate dall'AI (grounding queries). Se le citazioni sono zero e hai NoArchive attivo, hai trovato il motivo più probabile.
- Dal 15 dicembre 2026, se usi NoArchive o NoCache, cerca in Bing Webmaster Tools la preferenza temporanea di grounding: Bing la annuncia, ma prima di quella data non è visibile e non sappiamo ancora in quale menu comparirà.
- Scrivi la decisione. Annota su un documento condiviso cosa hai scelto per addestramento e grounding, su quali pagine e perché. Fra un anno, quando cambierai sito o fornitore, sarà l'unica traccia di una scelta che altrimenti si perde.
Cosa fare, a seconda di cosa trovi?
- Se non trovi nessun tag e nessuna preferenza: non devi fare nulla. Sei su Allow per tutto, cioè citabile in Copilot e usabile per l'addestramento, come quasi tutti i siti.
- Se trovi NoArchive messo per sbaglio (nessuno sa dire perché c'è): valuta con chi gestisce il sito di toglierlo. Oggi ti esclude dalle risposte AI di Bing e quasi certamente non ti protegge da niente che ti interessi.
- Se vuoi essere citato nelle risposte ma non vuoi che i tuoi testi addestrino i modelli: aggiungi nel robots.txt il gruppo User-Agent: __usage_ai-training con Disallow: / e lascia il grounding senza istruzioni, cioè su Allow. È la combinazione che prima non esisteva.
- Se hai un'area riservata o contenuti a pagamento e l'avevi protetta con NoArchive: entro il 1 marzo 2027 pubblica su quelle pagine ai-grounding:disallow (o disallowextended, se ti va bene Copilot ma non i servizi di terzi) e la preferenza sull'addestramento. Dal 15 dicembre registra anche la preferenza temporanea in Bing Webmaster Tools.
- Se cambi le impostazioni e hai fretta che Bing le legga: puoi segnalare le pagine modificate con IndexNow, il protocollo con cui un sito avvisa Bing degli aggiornamenti. Bing precisa che aumenta la probabilità di una nuova scansione ma non garantisce la data.
Bing scrive il contrario: le preferenze di addestramento e grounding non cambiano l'idoneità a comparire nei risultati tradizionali. Quello che si perde, se si blocca il grounding, è la presenza nelle risposte AI. Il secondo mito è speculare: "bloccare tutto protegge i miei contenuti". Protegge da Microsoft, non da chi copia il sito a mano o da crawler che non rispettano il robots.txt, e intanto toglie il nome dell'impresa dalle risposte che i clienti leggono.
Come si collega con Google, ChatGPT e le altre AI?
Il collegamento più diretto è con Google. Nel post del 30 ottobre 2026 su Search Central, Google scrive che punta a supportare nel 2027, insieme ad altri fornitori di AI, il controllo condiviso per l'addestramento basato sul lavoro dell'IETF; che se un sito rifiuta l'addestramento con il segnale condiviso senza dire nulla di Google-Extended (l'istruzione che Google usa oggi per l'AI), lo tratterà come un divieto a Google-Extended; e che i siti che consentono in modo esplicito Google-Extended restano idonei al grounding in Gemini. Non c'è ancora una data precisa. Per un sito italiano questo vuol dire che la stessa riga nel robots.txt varrà, prima o poi, per più di un motore: conviene sceglierla con calma adesso, non riscriverla a ogni annuncio.
Il tema non è nuovo per chi segue il blog. A ottobre abbiamo spiegato che i Termini commerciali di Meta in vigore dal 30 ottobre autorizzano Meta a leggere i siti collegati agli account business, e quali righe del robots.txt hanno senso per chi vende online. E nella guida di Google sull'ottimizzazione per le risposte AI abbiamo visto che llms.txt e testi "a pezzi" non servono: anche nel caso di Bing, per essere citati non ci sono trucchi, contano pagine chiare e scansionabili. Per misurare il risultato, il report AI Performance di Bing è l'equivalente del report su AI Overviews e AI Mode di Search Console: guardarli insieme dà un'idea di quanto il sito compaia nelle risposte AI dei due motori.
Sulle campagne l'impatto diretto è nullo: le preferenze riguardano i contenuti organici, non gli annunci su Microsoft Advertising. Indiretto sì: una landing page con NoArchive ereditato dal resto del sito è una pagina in meno che le AI possono citare quando un potenziale cliente fa domande sul tuo settore. Se vuoi un controllo completo di come il sito si presenta a motori di ricerca e risposte AI, è il lavoro che facciamo nel servizio SEO e motori di risposta; se il problema è nel sito stesso, plugin e impostazioni comprese, se ne occupa la parte siti e landing page.
Cosa ne pensiamo
Per il sito di una piccola impresa la scelta giusta è quasi sempre la stessa: grounding lasciato su Allow, e la decisione sull'addestramento presa consapevolmente, non ereditata da un plugin. Chi vive di contatti ha bisogno che il proprio nome compaia quando qualcuno chiede a un'AI chi fa un certo lavoro in una certa zona: bloccare le citazioni per principio è un autogol, e Bing lo scrive con chiarezza quando parla di visibilità ridotta.
Sull'addestramento siamo meno netti sul valore, ma netti sul metodo. Bloccarlo costa una riga nel robots.txt e, secondo Bing, non toglie nulla né dalla ricerca né dalle risposte AI: per chi ha contenuti originali che rappresentano un lavoro, come manuali, guide tecniche e fotografie, è una scelta legittima che consigliamo di fare. Per un sito vetrina con cinque pagine di servizi la differenza pratica è minima, e lasciarlo aperto va bene. Quello che non va bene è non sapere cosa c'è scritto.
La parte che ci preoccupa di più non è la novità, è l'eredità del 2023. NoArchive è un'opzione a portata di clic in plugin molto diffusi, e chi l'ha attivata, o se l'è trovata attivata, difficilmente sa che dal settembre 2023 vuol dire anche stare fuori dalle risposte AI di Bing. Quanti siti italiani siano in questa situazione nessuno l'ha misurato. Il 1 marzo 2027 risolve il problema solo a metà: chi ha il tag per sbaglio resta fuori dalle risposte AI fino a quella data, e chi l'aveva messo apposta perde la protezione senza accorgersene. Il nostro consiglio è di fare il controllo adesso, una volta, e di diffidare di chi propone un pacchetto "GEO" a canone mensile per gestire queste impostazioni: sono dieci minuti di lavoro e una decisione da scrivere, poi si guarda il report ogni tanto. Il resto, cioè essere davvero la fonte giusta per le domande dei clienti, si fa con le pagine del sito, non con i tag.
Restano punti aperti che non possiamo sciogliere oggi: come Bing applicherà in pratica le preferenze tra febbraio e marzo 2027, quanto traffico arriva davvero da Copilot ai siti italiani, quando Google attiverà il segnale condiviso e se quel segnale basta come riserva ai sensi della direttiva sul diritto d'autore. Li aggiorneremo qui quando ci saranno fonti ufficiali.
In sintesi
Il 30 ottobre 2026 Bing ha introdotto preferenze separate per l'addestramento AI (robots.txt o pagina) e per il grounding nelle risposte AI (solo pagina, con i valori Allow, DisallowExtended e Disallow), senza effetti sull'idoneità nei risultati tradizionali. I tag NoArchive e NoCache, che dal 2023 escludevano le pagine dalle risposte AI di Bing, non valgono più come preferenza dopo il 1 marzo 2027, con preferenze temporanee in Bing Webmaster Tools dal 15 dicembre 2026. Per una piccola impresa consigliamo di lasciare aperte le citazioni, decidere l'addestramento in modo esplicito e controllare subito se il sito ha un NoArchive dimenticato.
Domande frequenti
Se blocco l'addestramento AI su Bing, il mio sito sparisce dalla ricerca?
No. Bing scrive che le preferenze su addestramento e grounding non cambiano l'idoneità a comparire nei risultati tradizionali. Bloccare l'addestramento con il robots.txt non toglie nemmeno le citazioni in Copilot, che dipendono dalla preferenza di grounding. Si perde visibilità solo nelle risposte AI, e solo se si blocca il grounding.
Cosa vuol dire grounding, in parole semplici?
È il momento in cui un'AI come Copilot, per rispondere a una domanda, va a leggere pagine web e le usa come fonte, di solito citandole con un link. Bing lo definisce come l'uso di un contenuto per informare le risposte generate dall'AI. È diverso dall'addestramento, che modifica il modello stesso in modo permanente.
Il mio sito ha NoArchive: cosa succede dopo il 1 marzo 2027?
Dopo quella data Bing non legge più NoArchive e NoCache come preferenze per addestramento o grounding. Se non hai pubblicato le nuove preferenze né una preferenza temporanea, le pagine passano su Allow per il grounding e l'addestramento non è più escluso. Se vuoi mantenere le restrizioni, devi pubblicare i nuovi tag prima della scadenza.
Devo fare qualcosa se non ho mai toccato le impostazioni del sito?
Quasi certamente no: senza preferenze pubblicate Bing considera consentiti sia l'addestramento sia il grounding. Conviene però un controllo di dieci minuti, cercando noarchive e nocache nel codice delle pagine e nelle impostazioni del plugin SEO, perché un'opzione attivata da chi ha costruito il sito può escluderti dalle risposte di Copilot.
Che differenza c'è tra Disallow e DisallowExtended?
Disallow esclude la pagina da ogni uso nelle risposte AI. DisallowExtended, secondo Bing, la lascia usare nelle esperienze gestite da Microsoft, come Copilot, i riassunti AI di Bing e Microsoft 365, ma la esclude dai servizi con cui Microsoft fornisce il grounding ad altre aziende. Bing avverte che entrambe le scelte riducono la visibilità del marchio nelle esperienze AI.
Le stesse regole valgono anche per Google e ChatGPT?
Non ancora. Google ha scritto il 30 ottobre 2026 che punta a supportare nel 2027 un controllo condiviso per l'addestramento nel robots.txt, basato sul lavoro dell'IETF, e oggi usa Google-Extended. Le preferenze di grounding descritte qui valgono solo per Bing. Per ChatGPT valgono le regole di OpenAI sui suoi crawler, che vanno controllate a parte.
Fonti
Verificate alla data di pubblicazione. Dove una fonte non specifica i mercati, lo indichiamo nel testo.
- Microsoft Bing Your content, your choice: clearer preferences for training and grounding (30 ottobre 2026)
- Microsoft Bing (Bing Webmaster Blog) Announcing new options for webmasters to control usage of their content in Bing Chat (22 settembre 2023)
- Microsoft Bing (Bing Webmaster Blog) Introducing AI Performance in Bing Webmaster Tools Public Preview (10 febbraio 2026)
- Google Search Central Supporting a shared AI training control for websites (30 ottobre 2026)
- Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea Direttiva (UE) 2019/790 sul diritto d'autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale (testo adottato PE-CONS 51/19), articolo 4 (17 aprile 2019, consultata il 2 novembre 2026)
- Search Engine Roundtable Microsoft Bing New AI Controls With AI Training From AI Search Grounding (30 ottobre 2026)
- StatCounter Global Stats Search Engine Market Share Italy (dati di ottobre 2026, consultata il 2 novembre 2026)
- Rank Math Advanced Tab in Rank Math Meta Box (consultata il 2 novembre 2026)
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