Home / Blog / Search Console, report AI e controllo
Novità Google Search Console · Report AI e controllo di esclusione
Google Search Console ora mostra quando il tuo sito compare in AI Overviews e AI Mode: come leggere il report e perché quasi mai conviene escludersi
Dal 31 agosto 2026 Google Search Console mostra a tutti i siti quante volte compaiono in AI Overviews e AI Mode, e offre un controllo per uscirne. La nostra tesi: il report è utile ma misura la visibilità, non i clienti, e per quasi tutte le piccole imprese escludersi è una scelta sbagliata.
Google Search Console, AI Overviews e AI Mode: dal 31 agosto 2026, secondo la nota aggiunta da Google al post del 3 giugno 2026, tutti i siti nel mondo hanno un report sulle impressioni nelle funzioni di AI generativa della ricerca e un controllo per escludersi da quelle funzioni. Il report conta quante volte i link al sito vengono mostrati nelle risposte AI, ma non i clic. Il contesto pesa: Google dichiara oltre 2,5 miliardi di utenti mensili per le AI Overviews (3 giugno 2026), e il Pew Research Center ha misurato negli Stati Uniti che con un riassunto AI in pagina si clicca su un risultato classico nell'8% delle visite invece del 15% (22 luglio 2025). Qui trovi cosa mostra il report e cosa no, cosa vale per l'Italia, come controllarlo passo per passo e quando escludersi ha davvero senso.
Cosa è cambiato in Search Console?
Il 3 giugno 2026 Google ha annunciato sul suo blog due novità per chi gestisce un sito, entrambe dentro Google Search Console: un report dedicato alle funzioni di AI generativa della ricerca e un controllo per escludere il sito da quelle funzioni. All'inizio erano in prova su "un sottoinsieme di proprietari di siti nel Regno Unito", in un percorso seguito dall'autorità britannica della concorrenza (CMA). Il 31 agosto 2026 Google ha aggiunto una nota allo stesso post: "abbiamo esteso queste funzioni a tutti i siti nel mondo". La stessa frase compare oggi nelle pagine di aiuto di Search Console sul report e sul controllo (consultate il 12 ottobre 2026).
Le funzioni interessate sono tre: le AI Overviews (i riassunti generati dall'AI che compaiono in cima a molti risultati di Google), l'AI Mode (la modalità di ricerca a conversazione, una scheda separata dai risultati classici) e le funzioni di AI generativa in Discover, il flusso di notizie consigliate dell'app Google.
Il report: cosa misura
Il report si chiama in inglese Generative AI performance report ed esiste in due versioni, una per la Ricerca e una per Discover. Secondo la pagina di aiuto di Search Console sulla versione Ricerca, un'impressione è "il numero di volte in cui i link al tuo sito sono stati mostrati a un utente in una funzione di AI generativa su Google Search", cioè AI Overviews e AI Mode. I dati si possono raggruppare per:
- pagina: l'indirizzo canonico della pagina citata;
- paese: da dove è partita la ricerca;
- data: per giorno, settimana o mese, con l'orario della costa del Pacifico;
- dispositivo: computer, tablet o smartphone (solo per la Ricerca).
C'è anche un filtro per tipo di ricerca: testo digitato oppure ricerca multimodale, cioè partita da un'immagine con Google Lens o "Cerchia e cerca". Valgono gli stessi limiti del report Rendimento classico, a partire dal tetto di 1.000 righe nella tabella. Le impressioni nelle funzioni AI, precisa Google, restano conteggiate anche nel report Rendimento generale: il report nuovo non aggiunge dati che prima mancavano del tutto, ma per la prima volta li separa.
Il controllo: cosa fa
Il controllo si trova, secondo la pagina di aiuto dedicata, in Impostazioni > Search generative AI. Le opzioni sono tre:
- Includi i link e i contenuti del sito nelle funzioni di AI generativa: è l'impostazione predefinita per tutte le proprietà;
- Escludi: i contenuti del sito non sono visibili in quelle funzioni, non vengono linkati e non servono a "fondare" (grounding, cioè dare la base informativa a) le risposte dell'AI. Google scrive che non riceverai "né traffico né impressioni" da queste funzioni;
- Eredita dalla proprietà principale: vale per le proprietà "figlie" (per esempio una sezione del sito registrata a parte) e segue l'impostazione della proprietà di livello superiore.
Tre precisazioni della pagina di aiuto contano più delle altre. Primo: il controllo "non è usato come segnale di ranking o di inclusione" nelle altre parti della ricerca. Secondo: non riguarda l'addestramento dei modelli di AI, che si gestisce con un'altra impostazione, Google-Extended. Terzo: l'esclusione diventa effettiva "entro 1-2 giorni", ma alcuni contenuti possono metterci di più per via delle copie in memoria nei sistemi di Google.
Cosa dicono le fonti, e dove non coincidono
| Punto | Fonte ufficiale | Cosa aggiungono le testate |
|---|---|---|
| Disponibilità | Post Google aggiornato il 31 agosto 2026: tutti i siti nel mondo | Search Engine Journal (31 agosto 2026) ha segnalato che le pagine di aiuto parlavano ancora di rilascio in corso; oggi riportano la nota del 31 agosto |
| Clic e query | La pagina di aiuto descrive solo le impressioni | Search Engine Roundtable (1 settembre 2026): niente clic e niente query nel report |
| Livello del controllo | Per proprietà, con ereditarietà tra proprietà | PPC Land (20 luglio 2026): controlli per singola pagina previsti per il 3 marzo 2027 nel calendario concordato con la CMA |
| Quando compare il report | Può non comparire se il sito ha poche impressioni AI o se è escluso | Nessuna soglia numerica pubblicata |
E in Italia?
L'Italia rientra nel rilascio "a tutti i siti nel mondo" del 31 agosto 2026: Google non indica date diverse per paese e non abbiamo trovato eccezioni per lo Spazio economico europeo. Per un sito italiano il report ha anche un pubblico concreto da misurare: l'AI Mode è arrivata in Italia e in italiano l'8 ottobre 2025 (blog di Google Italia e Sky TG24, 8 ottobre 2025), e le AI Overviews sono attive anche da noi. Sul fronte delle regole, il 29 aprile 2026 l'AGCOM, come coordinatore nazionale dei servizi digitali, ha chiesto alla Commissione europea di valutare AI Overviews e AI Mode alla luce degli articoli 27, 34 e 35 del Digital Services Act, dopo un reclamo degli editori (Agenda Digitale, 4 maggio 2026). È una richiesta di valutazione, non una decisione, e non abbiamo trovato sviluppi successivi. Per l'Italia non esistono ancora dati pubblici su quante impressioni o quanti clic arrivino ai siti delle piccole imprese da queste funzioni.
Perché Google ha aggiunto il report e il controllo proprio adesso?
La spinta dichiarata è regolatoria. Nel post del 3 giugno Google scrive di aver lavorato con le autorità, tra cui la CMA britannica, e il test è partito dal Regno Unito. Secondo PPC Land (20 luglio 2026) lo stesso giorno la CMA ha imposto a Google il primo obbligo vincolante verso gli editori, con scadenze che arrivano a dicembre 2026 e, per i controlli sulle singole pagine, a marzo 2027. Queste date vengono dalla testata, non da una pagina di Google che abbiamo letto.
Il meccanismo, invece, è descritto bene nella documentazione ufficiale. Nella guida "AI features and your website" (ultimo aggiornamento 10 dicembre 2025) Google spiega che per comparire come link di supporto in AI Overviews o AI Mode una pagina deve essere indicizzata e idonea a mostrare uno snippet, "senza requisiti tecnici aggiuntivi". Fino a oggi chi voleva limitare la propria presenza aveva strumenti pensati per tutta la ricerca: nosnippet, data-nosnippet, max-snippet (istruzioni nel codice della pagina che limitano l'anteprima del testo) oppure noindex, che toglie la pagina da Google. Il problema è che questi strumenti riducono anche la presenza nei risultati classici. Il controllo nuovo separa le due cose: si esce dalle funzioni AI senza toccare il resto.
C'è poi una ragione di misura. Google dichiara nel post di giugno che le AI Overviews hanno "oltre 2,5 miliardi di utenti attivi mensili" e l'AI Mode ha "superato il miliardo di utenti mensili" (numeri dichiarati da Google, 3 giugno 2026). Nella stessa documentazione sostiene che i clic che arrivano dalle funzioni AI sono "di qualità più alta", cioè che chi arriva resta più tempo sul sito, senza pubblicare i dati. Le misure indipendenti raccontano un'altra parte della storia: secondo il Pew Research Center (22 luglio 2025), su 68.879 ricerche Google fatte a marzo 2025 da 900 adulti negli Stati Uniti, chi vedeva un riassunto AI cliccava su un risultato classico nell'8% delle visite, contro il 15% senza riassunto, e sui link dentro il riassunto solo nell'1% dei casi. Sono dati americani e di un anno e mezzo fa: per l'Italia non ci sono misure equivalenti.
Il report nuovo si colloca esattamente in questo vuoto. Dice quante volte il sito è stato mostrato nelle risposte AI, ma non quante persone hanno cliccato. È un dato utile e parziale insieme, e va letto come tale.
A chi interessa davvero?
Il report è gratuito e vale per chiunque abbia un sito verificato in Search Console. Quanto conti, però, dipende da come il sito porta clienti.
- Interesse alto: siti con pagine che rispondono a domande. Guide, articoli, pagine di servizio con spiegazioni ("quanto dura una pratica", "come si sceglie un serramento", "cosa serve per aprire una partita IVA"). Sono le pagine che le AI Overviews tendono a usare come fonte. Il report dice se succede e su quali pagine.
- Interesse medio: siti vetrina di attività locali. Se il sito ha poche pagine e i clienti arrivano soprattutto dalla scheda Google Business Profile o dal passaparola, è probabile che il report non compaia nemmeno, per mancanza di impressioni. Non è un segnale negativo: significa che le risposte AI, per ora, pescano altrove.
- Interesse basso: chi non ha un sito o ha solo una pagina contatti. Qui il lavoro da fare viene prima di qualsiasi report.
- Caso a parte: chi vive di contenuti. Editori, blog che si reggono sulla pubblicità, siti con contenuti a pagamento. Per loro il controllo di esclusione è una decisione economica vera, ed è il pubblico a cui Google e la CMA pensavano.
Un esempio
Prendiamo un'impresa di serramenti della Brianza, ipotetica, che segue da sola il proprio sito: una home, una pagina per ogni tipo di infisso e una dozzina di articoli sulle detrazioni fiscali e sulla scelta dei materiali. Il titolare apre il report e scopre che le impressioni nelle funzioni AI arrivano quasi tutte da due articoli sulle detrazioni, mentre le pagine prodotto non compaiono mai. Prima informazione utile: le AI usano il sito come fonte su un tema informativo, non sui prodotti. Seconda: quelle impressioni non dicono se qualcuno ha poi chiesto un sopralluogo. Per capirlo deve confrontare, nello stesso periodo, il report Rendimento classico di quelle pagine e i contatti arrivati dal sito. La decisione giusta, in questo caso, non è escludersi: è aggiornare i due articoli e dare a chi li legge una strada chiara verso la richiesta di contatto.
Come controllare il report e l'impostazione, passo per passo?
Una nota sui nomi: Google ha documentato le funzioni in inglese. Nell'interfaccia italiana di Search Console le sezioni principali si chiamano Rendimento e Impostazioni; le voci nuove possono comparire con il nome inglese o con una traduzione. Cercate la parola "AI generativa" o "generative AI".
Leggere il report
- Entrate in Search Console e scegliete la proprietà del sito. Se ne avete più di una, partite dalla proprietà di dominio, quella che copre tutto il sito.
- Nel menu a sinistra aprite Rendimento. Accanto a "Risultati di ricerca" e "Discover" deve comparire il report delle funzioni di AI generativa (versione Ricerca e, se il sito appare in Discover, versione Discover).
- Se il report non c'è, le cause indicate da Google sono due: il sito ha troppo poche impressioni nelle funzioni AI, oppure è escluso dal controllo. Verificate il secondo punto prima di trarre conclusioni.
- Impostate un periodo lungo, per esempio gli ultimi tre mesi, e guardate l'andamento delle impressioni per settimana: i singoli giorni oscillano troppo per dire qualcosa.
- Aprite la scheda Pagine e annotate le cinque pagine con più impressioni. Sono le pagine che Google usa come fonte nelle risposte AI.
- Aprite la scheda Paesi e controllate che le impressioni arrivino dall'Italia. Se un sito italiano raccoglie impressioni soprattutto all'estero, quelle impressioni difficilmente diventano clienti.
- Tornate al report Rendimento classico, filtrate le stesse pagine e confrontate clic e impressioni nello stesso periodo. È l'unico modo, oggi, per stimare se la presenza nelle AI coincide con un calo o con una tenuta dei clic.
- Esportate i dati ogni mese con il pulsante di esportazione: i valori indicati con "~" o "-" vengono esportati come zero. Tenere uno storico vi permette di accorgervi dei cambiamenti.
Controllare l'impostazione di esclusione
- Sempre nella proprietà del sito, aprite Impostazioni in fondo al menu a sinistra.
- Cercate la sezione Search generative AI.
- Verificate quale opzione è attiva: "Includi" è quella predefinita. Se trovate "Escludi" e nessuno in azienda ricorda di averlo scelto, chiedete a chi ha accesso all'account (un fornitore, un ex collaboratore) prima di cambiarlo.
- Se il sito ha più proprietà, controllate anche le proprietà "figlie": con "Eredita" seguono la proprietà principale, ma possono essere state impostate a mano in modo diverso. Google avvisa i proprietari del dominio quando una proprietà figlia cambia impostazione.
- Se cambiate scelta, annotate la data: l'effetto arriva in uno o due giorni, a volte di più, e senza una data di riferimento non saprete leggere i numeri delle settimane successive.
Cosa fare, a seconda di cosa trovi?
- Se il report non compare e l'impostazione è su "Includi", allora il sito non ha abbastanza presenza nelle risposte AI. Non serve intervenire sulle impostazioni: serve lavorare sulle pagine. Le pagine che rispondono a domande precise dei clienti, scritte da chi fa il lavoro, sono quelle che Google indica nella sua documentazione come idonee.
- Se il report mostra impressioni su pagine informative ma i contatti dal sito non crescono, allora rivedete quelle pagine dal punto di vista di chi arriva: c'è un passo successivo chiaro (telefono, modulo, WhatsApp)? Una pagina citata dalle AI che non porta da nessuna parte è un'occasione persa.
- Se le impressioni AI crescono mentre i clic classici sulle stesse pagine calano, allora state vedendo da vicino l'effetto descritto dal Pew Research Center. Prima di escludervi, chiedetevi se quelle pagine portavano clienti o solo visite: spesso le visite perse sono di chi cercava un'informazione e non avrebbe comprato.
- Se il sito guadagna dalla pubblicità sulle pagine o da contenuti a pagamento, allora l'esclusione è una scelta da valutare con i numeri di ricavo per pagina, e su un periodo di prova lungo almeno un mese. È il caso in cui il controllo ha più senso.
- Se avete contenuti riservati che non volete vedere riassunti, allora il controllo di Search Console non è lo strumento giusto: esclude tutto il sito, non le singole pagine. Per pagine specifiche restano nosnippet o noindex, con l'effetto collaterale sui risultati classici.
No. La pagina di aiuto di Search Console scrive che il controllo "non è usato come segnale di ranking o di inclusione" nelle altre parti della ricerca. Escludersi non fa salire il sito nei risultati sotto le AI Overviews: lo toglie soltanto dalle risposte AI. Chi lo fa sperando in un recupero di posizioni perde visibilità e non ottiene nulla in cambio.
Un secondo equivoco riguarda l'addestramento. Escludersi da AI Overviews e AI Mode non impedisce a Google di usare i contenuti per addestrare i modelli Gemini: per quello la documentazione rimanda a Google-Extended, un'istruzione da inserire nel file robots.txt del sito. Sono due decisioni diverse, e conviene prenderle separatamente.
Come si collega agli altri canali?
Il report di Search Console misura un solo motore. Le risposte AI che i clienti leggono arrivano anche da ChatGPT, Perplexity e Copilot, ognuno con le sue regole per leggere i siti. Su ChatGPT, per esempio, la presenza nelle risposte dipende dall'accesso del crawler di ricerca di OpenAI, e da quest'anno in Italia esiste anche il canale a pagamento: ne abbiamo scritto in ChatGPT Ads in Italia: annunci solo contestuali. I principi che contano, però, sono gli stessi ovunque: pagine indicizzabili, contenuti originali, informazioni coerenti tra sito e scheda Google. È il lavoro che descriviamo nella pagina su come farsi trovare su Google e nelle risposte delle AI.
C'è poi il legame con la pubblicità. Le stesse domande che fanno comparire un sito nelle AI Overviews sono spesso quelle su cui si comprano annunci della rete di ricerca. Da quest'anno Google Ads spinge le campagne di ricerca verso AI Max, che usa i contenuti del sito per scrivere annunci e scegliere le ricerche (ne abbiamo parlato in Google Ads e il passaggio ad AI Max). Un sito con pagine chiare lavora per entrambi: per la ricerca organica e per gli annunci che ne leggono i testi. Chi fa già campagne pubblicitarie su Google può usare il report AI per capire su quali temi la presenza organica è già forte e dove invece ha senso coprire con gli annunci.
Infine il sito stesso. Se il report mostra che le AI citano pagine vecchie, scritte male o senza un contatto visibile, il problema non è Google: è la pagina. Un sito pensato per trasformare le visite in richieste, come quelli che descriviamo nella pagina su siti e landing page, rende anche le poche visite che arrivano dalle risposte AI più utili.
Cosa ne pensiamo
Per una piccola impresa, un artigiano o un'attività locale, il controllo di esclusione va lasciato su "Includi". Non è una questione di fiducia in Google: è che le AI Overviews e l'AI Mode rispondono già alle domande dei vostri clienti, con o senza il vostro sito. Escludersi non cancella la risposta, la lascia scrivere ad altri, magari a un concorrente o a un portale che rivende i contatti. Per chi vende un servizio, essere la fonte citata vale più di qualche visita persa da chi cercava solo un'informazione.
L'esclusione ha senso in pochi casi precisi: chi guadagna dalle visite in sé (pubblicità sulle pagine, abbonamenti) e chi ha contenuti che non deve vedere riassunti. Per tutti gli altri è un pulsante da conoscere, non da premere.
Sul report, invece, il nostro giudizio è più freddo di quanto lascino intendere molti commenti. È la prima volta che Google dice a un sito quando compare nelle sue risposte AI, ed è un passo avanti. Ma senza clic e senza query misura la visibilità, non i clienti. Chi lo presenterà come la prova che "le AI vi stanno portando contatti" sta forzando i dati. Il modo serio di usarlo è un controllo al mese, sempre insieme al report Rendimento classico e ai contatti reali arrivati dal sito, e una sola domanda: le pagine che Google usa come fonte sono quelle che vorremmo far leggere a un cliente? Se la risposta è no, il lavoro da fare è sulle pagine, non sulle impostazioni. E nessuno, nemmeno noi, può garantirvi di comparire in una risposta AI: chi lo promette sta vendendo qualcosa che non controlla.
Se volete capire cosa mostra il vostro report e se le pagine citate sono quelle giuste, parliamone.
In sintesi
Google Search Console ha un report sulle impressioni nelle funzioni di AI generativa e un controllo per escludere il sito, disponibili per tutti i siti del mondo, Italia compresa, dal 31 agosto 2026. Il report non mostra clic né query, quindi misura la visibilità nelle risposte AI e va letto insieme al report Rendimento classico e ai contatti reali. Il controllo di esclusione non migliora il posizionamento nei risultati classici: ha senso per editori e siti che guadagnano dalle visite, quasi mai per una piccola impresa che vende un servizio.
Domande frequenti
Dove trovo in Search Console il report sulle AI Overviews?
Nella sezione Rendimento, accanto a Risultati di ricerca e Discover, compare il report delle funzioni di AI generativa, in una versione per la Ricerca e una per Discover. Se non lo vedi, Google indica due cause: il sito ha troppo poche impressioni nelle risposte AI, oppure è stato escluso con il controllo in Impostazioni.
Il report mi dice quanti clienti mi portano le risposte AI di Google?
No. Il report conta le impressioni, cioè quante volte un link al tuo sito è stato mostrato in AI Overviews o AI Mode, divise per pagina, paese, data e dispositivo. Non mostra clic né le ricerche che le hanno generate. Per stimare l'effetto sui contatti va confrontato con il report Rendimento classico e con le richieste arrivate dal sito.
Se escludo il sito dalle AI Overviews salgo nei risultati normali di Google?
No. La pagina di aiuto di Search Console scrive che il controllo non è usato come segnale di ranking o di inclusione nelle altre parti della ricerca. Escludersi toglie il sito dalle risposte AI, con la perdita di impressioni e traffico che ne arrivano, ma non dà alcun vantaggio di posizione nei risultati classici sotto le AI Overviews.
Posso escludere dalle AI Overviews solo alcune pagine del mio sito?
Con il controllo di Search Console no: oggi vale per l'intera proprietà, con la possibilità di impostare diversamente le proprietà figlie. Per singole pagine restano le istruzioni nosnippet, max-snippet o noindex, che però riducono anche la presenza nei risultati classici. Secondo PPC Land i controlli per pagina sono previsti per marzo 2027.
Escludendo il sito impedisco a Google di usare i miei testi per addestrare Gemini?
No, sono due cose separate. Il controllo di Search Console riguarda solo la comparsa del sito in AI Overviews, AI Mode e Discover. Per limitare l'uso dei contenuti nell'addestramento dei modelli Gemini, Google rimanda a Google-Extended, un'istruzione da inserire nel file robots.txt del sito. Conviene valutare le due scelte una alla volta.
Il report e il controllo sono disponibili per i siti italiani?
Sì. Google ha scritto il 31 agosto 2026 di aver esteso report e controllo a tutti i siti nel mondo, senza eccezioni per paese. Il report può comunque non comparire se il sito ha poche impressioni nelle risposte AI. Per l'Italia non esistono ancora dati pubblici su quanto traffico arrivi alle piccole imprese da queste funzioni.
Fonti
Verificate alla data di pubblicazione. Dove una fonte non specifica i mercati, lo indichiamo nel testo.
- Google New opportunities, control and insights for website owners (3 giugno 2026 (aggiornato il 31 agosto 2026))
- Google Search Console Help Search generative AI control (consultata il 12 ottobre 2026)
- Google Search Console Help Generative AI performance report (Search) (consultata il 12 ottobre 2026)
- Google Search Console Help Generative AI performance report (Discover) (consultata il 12 ottobre 2026)
- Google Search Central AI features and your website (ultimo aggiornamento 10 dicembre 2025, consultata il 12 ottobre 2026)
- Google Italia AI Mode arriva anche in Italia (8 ottobre 2025)
- Search Engine Roundtable Global: Google Search Console AI Performance Report & AI Control (1 settembre 2026)
- Search Engine Journal Google Search Console AI Reports Rolled Out Worldwide (31 agosto 2026)
- PPC Land Google gives site owners a toggle to exit AI Overviews and AI Mode (20 luglio 2026)
- Pew Research Center Google users are less likely to click on links when an AI summary appears in the results (22 luglio 2025)
- Agenda Digitale AI Overviews, Agcom chiama l'Ue in ballo: c'è il futuro delle news (4 maggio 2026)
- Sky TG24 Google porta in Italia l'AI Mode, si "parla" col motore di ricerca (8 ottobre 2025)
Prima consulenza gratuita
Quali pagine del tuo sito usa Google nelle risposte AI, e sono quelle giuste?
Nella prima consulenza gratuita apriamo insieme Search Console: leggiamo il report sulle funzioni AI, controlliamo l'impostazione di esclusione e confrontiamo le pagine citate con quelle che portano davvero richieste. Ti diciamo quali pagine sistemare per prime e, se oggi non serve intervenire, te lo diciamo.
Parliamone →