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Google Search confonde i rank tracker: il calo nel report SEO può essere falso, verificalo in Search Console
Da metà settembre 2026 Google Search risponde a una parte delle richieste dei rank tracker con pagine che sembrano normali ma hanno i risultati sostituiti, e i report SEO mostrano cali che i clienti non vedono. La nostra tesi, per chi riceve ogni mese un report da un'agenzia o da un consulente: prima di cambiare pagine o fornitore, il calo va confermato in Search Console.
I rank tracker che misurano le posizioni su Google Search registrano da metà settembre 2026 dati in parte falsati: secondo lo studio di Nozzle aggiornato al 21 ottobre 2026, l'8,7% delle prime pagine raccolte dal 13 settembre era "avvelenato", contro lo 0,17% delle settimane prima, e per il mercato italiano risultava avvelenato il 6,2% delle pagine valutate. Ahrefs, il 22 ottobre 2026, parla di un 5-20% di risultati colpiti a seconda del fornitore di dati, e Google non ha commentato. Qui trovi cosa misurano i diversi strumenti, perché i numeri non coincidono, come verificare un calo in Search Console in sette passi e cosa chiedere al tuo fornitore.
Cosa sta succedendo ai rank tracker su Google Search?
I rank tracker (gli strumenti che controllano ogni giorno in che posizione compare un sito su Google per un elenco di parole chiave) da metà settembre 2026 registrano dati che in parte non corrispondono a quello che vedono le persone. Il fenomeno ha preso un nome in inglese, poisoned SERP, cioè "pagina dei risultati avvelenata": a una parte delle richieste automatiche Google risponde con una pagina che sembra normale, ma in cui buona parte dei siti che di solito occupano la prima pagina sono stati sostituiti da altri. Lo strumento la salva come vera e nel report il tuo sito risulta sceso o sparito.
La ricerca più citata è quella di Nozzle, un fornitore americano di rank tracking, pubblicata il 10 ottobre 2026 e aggiornata il 21 ottobre con i dati fino a quella data. Nozzle considera "avvelenata" una pagina in cui compaiono meno della metà dei siti abituali per quella parola chiave, dove "abituale" vuol dire presente tra i primi 10 in almeno il 60% delle rilevazioni tra il 20 agosto e il 9 settembre. Gli altri fornitori misurano in modo diverso, e i numeri cambiano molto da uno all'altro:
| Chi lo dice | Quando | Cosa ha misurato | Limite del dato |
|---|---|---|---|
| Nozzle | studio del 10 ottobre, aggiornato il 21 ottobre 2026 | prima pagina avvelenata nell'8,7% delle rilevazioni dal 13 settembre, contro lo 0,17% del periodo 20 agosto-9 settembre; circa 29,9 milioni di pagine valutate in 53 paesi | dati di un fornitore, sui suoi metodi di raccolta; nessuna verifica indipendente |
| AccuRanker (riportato da PPC Land) | analisi del 19 ottobre 2026 | 1,4% il 29 settembre, giorno per cui la prima versione dello studio Nozzle indicava il 27%; tra 1,1% e 1,7% su 22 mercati | campione di una parola chiave su 200; secondo AccuRanker il tasso dipende da come le richieste del fornitore appaiono a Google |
| Ahrefs (riportato da PPC Land e Search Engine Roundtable) | 22 ottobre 2026 | tra il 5% e il 20% dei risultati colpiti, a seconda del fornitore di dati | non è chiaro se prima o dopo i filtri di Ahrefs |
| DataForSEO | 23 ottobre 2026 | circa 20-30% dei risultati raccolti dal 26 settembre, secondo il suo responsabile tecnico; 2-3% residuo anche dopo due nuovi tentativi | stima interna; segnala meno pagine avvelenate dal 10 ottobre |
| SE Ranking (riportato da Search Engine Roundtable) | 16 ottobre 2026 | circa il 2% dei risultati monitorati ancora colpito, in calo, con i dati delle date interessate corretti | dichiarazione del fornitore |
Il punto su cui le fonti concordano è il meccanismo: la pagina non ha niente di strano a vederla, quindi lo strumento non la scarta. Secondo Nozzle, nelle pagine avvelenate il sito del cliente monitorato risultava fuori dai primi 10 nel 60,8% dei casi, contro il 2,7% delle rilevazioni normali. Al suo posto salgono social e forum: Facebook, per esempio, passa dal 21,9% al 29,5% delle pagine in cui compare. Quasi sempre però è un episodio breve: per Nozzle quattro episodi su cinque durano una sola rilevazione, il 67,9% delle pagine torna normale entro tre giorni e il 92,5% entro due settimane.
E Google? Fino al 27 ottobre 2026, ultima data di aggiornamento dell'articolo di Search Engine Roundtable che raccoglie le dichiarazioni dei fornitori, Google non aveva commentato. Le ipotesi sul perché (difendersi dallo scraping per l'addestramento e il funzionamento dei sistemi AI, colpire i rivenditori di dati di ricerca) sono interpretazioni dei fornitori e delle testate, non conferme.
E in Italia?
L'Italia è nel campione di Nozzle: nella versione aggiornata al 21 ottobre risultano avvelenate il 6,2% delle 287.327 pagine valutate per il mercato italiano, un valore a metà classifica, vicino alla Germania (6,4%) e sotto gli Stati Uniti (8,8%). È il solo dato specifico per l'Italia che abbiamo trovato. Nelle nostre ricerche in italiano non abbiamo trovato comunicazioni di strumenti o testate italiane sul fenomeno, e i grandi strumenti usati anche dalle agenzie italiane (Semrush, Ahrefs, SE Ranking) hanno parlato solo in inglese. Chi riceve un report da un'agenzia italiana, quindi, può non sapere che i numeri di fine settembre e di ottobre vanno letti con cautela.
Perché un report di posizionamento può mostrare un calo che i clienti non vedono?
Un rank tracker non "vede" Google come lo vede una persona: manda ogni giorno migliaia di ricerche automatiche, spesso attraverso reti di indirizzi IP diversi, e salva la pagina che riceve. Secondo Nozzle, da settembre Google ha usato tre leve contro queste richieste: blocchi estesi degli indirizzi IP, soprattutto quelli residenziali usati dai servizi di proxy, più CAPTCHA, e infine pagine con risultati sbagliati per le richieste sospette. La differenza tra le tre è decisiva. Una richiesta bloccata dice allo strumento di riprovare; una pagina avvelenata, come scrive Nozzle, viene salvata come vera.
Sul lato Google c'è un dato ufficiale che aiuta a leggere la situazione. La guida di Search Console spiega che la posizione riportata nel rapporto Rendimento è la posizione più alta occupata da un link al tuo sito, mediata su tutte le ricerche in cui hai avuto un'impressione, e che per una ricerca specifica la posizione può essere diversa dalla media "a causa di molte variabili, come la cronologia delle ricerche, la località e così via". In altre parole: anche in tempi normali il numero del rank tracker e quello di Search Console non coincidono, perché uno misura una singola ricerca simulata da un punto e l'altro la media delle ricerche vere.
A rendere il quadro più confuso c'è il calendario. Secondo il Search Status Dashboard di Google, lo spam update di settembre 2026 è partito il 24 settembre ed è stato completato l'8 ottobre: proprio il periodo del picco segnalato dai fornitori. Quindi un calo in quelle settimane può essere un dato falso, ma può anche essere reale, se il sito ha pratiche che le norme antispam colpiscono. DataForSEO osserva però che il problema è continuato dopo l'8 ottobre, e questo separa i due fenomeni. L'ultimo core update elencato nel dashboard è quello del 21 maggio 2026.
A chi interessa davvero questo problema?
Non a tutti allo stesso modo. Il rischio dipende da quanto le tue decisioni si basano su un report di posizionamento.
- Rischio alto: chi riceve un report SEO mensile da un'agenzia o da un consulente e lo usa per giudicare il lavoro. È il lettore a cui pensiamo di più in questo articolo: un calo improvviso a fine settembre o a ottobre può portare a una discussione, a un intervento urgente sulle pagine o a cambiare fornitore per un numero che non corrisponde alla realtà.
- Rischio medio: chi usa da solo uno strumento SEO e controlla le parole chiave più spesso di quanto guardi Search Console. Qui il pericolo è reagire a un calo di un giorno riscrivendo testi che funzionavano.
- Rischio medio-basso: le attività locali che guardano la mappa. BrightLocal, strumento molto usato per la ricerca locale, ha scritto il 16 ottobre 2026 che il suo Local Rank Tracker è colpito sulle posizioni oltre la decima (dalla seconda pagina in giù), mentre la griglia di ricerca locale e i risultati di Google Maps non lo sono. Nozzle invece misura problemi anche in prima pagina: le due osservazioni non coincidono e vanno lette ciascuna nel suo perimetro.
- Rischio basso: chi non usa rank tracker e guarda solo Search Console, telefonate e richieste dal sito. Per te non cambia nulla, se non che i report di terzi che ti capita di leggere vanno presi con le molle.
Un esempio verosimile
Uno studio di commercialisti a Varese riceve a fine ottobre il report mensile dal suo fornitore SEO. La parola chiave "commercialista Varese" risulta passata dalla quarta posizione a "non presente nei primi 100" il 29 settembre, poi di nuovo alla quinta il 2 ottobre. Il report segnala anche tre parole chiave secondarie uscite dalla prima pagina per qualche giorno. Il titolare, allarmato, chiede di rifare la pagina dei servizi.
Prima di toccare qualcosa, lo studio apre Search Console e filtra la query: nelle stesse date le impressioni e i clic sono in linea con le settimane precedenti, e anche le richieste arrivate dal modulo del sito non sono calate. Il calo è durato tre giorni, nel periodo del picco segnalato da tutti i fornitori, ed è sparito da solo. La conclusione ragionevole è che si tratti di dati sbagliati dello strumento, non di un problema del sito. La pagina dei servizi resta com'è, e allo studio conviene chiedere al fornitore se i dati di quelle date sono stati ricontrollati.
Come controllare in Search Console se il calo è vero?
La verifica richiede dieci minuti e si basa sulla guida ufficiale di Google per analizzare i cali di traffico. I nomi dei menu sono quelli dell'interfaccia italiana.
- Apri il rapporto giusto. In Search Console, nel menu a sinistra scegli Rendimento e poi Risultati di ricerca. Sopra il grafico attiva le caselle Clic totali, Impressioni totali e Posizione media.
- Imposta le date del calo. Nel filtro Data scegli un periodo personalizzato che comprenda i giorni del calo e almeno due settimane prima. Per l'andamento generale Google suggerisce Ultimi 16 mesi, utile a distinguere la stagionalità.
- Filtra la parola chiave del report. Con Aggiungi filtro scegli Query e scrivi la parola chiave che il rank tracker dà in calo. Se nei giorni del presunto crollo la query ha ancora impressioni e clic in linea con prima, per Nozzle è il segnale più chiaro che al sito non è successo nulla.
- Confronta i periodi. Nel filtro Data, scheda Confronta, metti a confronto le settimane del calo con le settimane precedenti. Poi controlla le schede Query, Pagine, Paesi e Dispositivi: un calo vero di solito si vede in più punti, non solo su una parola chiave.
- Guarda prima i clic, poi la posizione. Google stesso ricorda che clic e impressioni restano le metriche principali; la posizione media è un aiuto per capire l'andamento. Una posizione media stabile non dimostra che il dato dello strumento sia sbagliato, ma impressioni e clic stabili sì, quasi sempre.
- Escludi gli altri motivi. Se il calo in Search Console c'è davvero, segui la lista di Google: report Azioni manuali, Problemi di sicurezza, Indicizzazione delle pagine, la pagina Anomalie dei dati, e Google Trends per vedere se è calata la domanda di tutto il mercato.
- Aspetta la seconda lettura. Se il dato del rank tracker torna normale entro pochi giorni, era quasi certamente una pagina avvelenata. Un cambio vero di posizione resta nel tempo.
Cosa fare se il report segna un calo improvviso?
- Se il calo è di un giorno o due e Search Console non lo conferma, allora non toccare nulla. Annota il periodo nel report, come consiglia anche DataForSEO ai suoi clienti, e trattalo come dato non confermato.
- Se il calo dura più di una settimana ma i clic in Search Console tengono, allora chiedi al fornitore se il suo strumento filtra le pagine avvelenate e se ha ricalcolato i dati di settembre e ottobre. Ahrefs, Semrush, SE Ranking e DataForSEO hanno dichiarato di aver aggiunto controlli o di aver corretto i dati passati: è una domanda legittima, non un'accusa.
- Se il calo c'è anche in Search Console, su più query e più pagine, allora è probabilmente reale. Controlla il periodo dello spam update (24 settembre-8 ottobre 2026) e i report di sicurezza e azioni manuali prima di riscrivere testi.
- Se il calo riguarda solo le posizioni dalla seconda pagina in giù, allora pesa ancora meno. BrightLocal e Semrush indicano che i casi più frequenti stanno oltre la prima pagina, dove comunque arrivano pochissimi clic.
- Se sei un'attività locale, allora guarda prima le chiamate e le richieste di indicazioni dal Profilo dell'attività su Google e i dati della mappa, che secondo BrightLocal non sono colpiti.
Cosa c'entra con le campagne e con le risposte delle AI?
Un dettaglio dello studio di Nozzle interessa chi fa anche pubblicità: nelle pagine avvelenate gli annunci a pagamento restano molto più stabili dei risultati organici, e lo spazio Shopping non cambia. Nozzle non ne spiega il motivo. Per chi fa campagne su Google questo significa che i dati di Google Ads (impressioni, quota impressioni, termini di ricerca) restano dati di prima mano, raccolti da Google sulle aste vere, e non dipendono da strumenti esterni. Se gestisci insieme SEO e campagne, sono un buon termometro per capire se una parola chiave ha perso domanda o se è solo il rank tracker a dare i numeri. Ne parliamo nella pagina sulle campagne pubblicitarie.
Lo stesso vale per la presenza nelle risposte AI. Molti strumenti che promettono di misurare quanto compari in AI Overviews o in ChatGPT raccolgono i dati con le stesse tecniche automatiche: BrightLocal, per esempio, indica come "parzialmente colpito" anche il suo controllo di visibilità nelle AI locali. Per AI Overviews e AI Mode la fonte di prima mano è il report di Search Console di cui abbiamo scritto in come leggere il report su AI Overviews e AI Mode; per il quadro generale dei link nelle risposte di Google vedi anche più link ai siti in AI Mode e AI Overviews. E se qualcuno ti propone un servizio "GEO" con un cruscotto di posizioni nelle AI, le domande da fare sono quelle che abbiamo raccolto nell'articolo sulla guida di Google all'ottimizzazione per le AI.
Per le attività locali, infine, la scheda resta il primo posto da curare: le regole aggiornate su cosa scrivere sono in Google Business Profile, prezzi e promozioni fuori dalla scheda.
Cosa ne pensiamo
Per una piccola impresa il rank tracker non dovrebbe mai essere il centro del report, e questa vicenda lo dimostra. È uno strumento utile per vedere i concorrenti e le tendenze su molte parole chiave, cose che Search Console non mostra; ma è una misura indiretta, fatta da un robot che Google considera un ospite sgradito. Da settembre lo dice nei fatti, con pagine falsate che nessun fornitore riesce a filtrare del tutto: DataForSEO ammette un residuo del 2-3% anche dopo due nuovi tentativi.
La nostra posizione è netta: il report SEO di una PMI deve partire da clic e impressioni di Search Console e dalle richieste di contatto arrivate dal sito, e solo dopo mostrare le posizioni dello strumento, con il periodo 13 settembre-ottobre 2026 segnato come dato da verificare. Nessuna decisione, né riscrivere una pagina né cambiare fornitore, va presa su un calo che Search Console non conferma. E un fornitore serio, se glielo chiedi, ti sa dire come il suo strumento ha gestito queste settimane; se non lo sa, è già una risposta.
Non ci aspettiamo che la situazione torni presto quella di prima. Google non ha detto nulla, la raccolta automatica dei risultati sta diventando più difficile e costosa da anni, e i dati di terzi diventeranno più rumorosi, non meno. Conviene abituarsi adesso a leggere prima i propri numeri. Se vuoi impostare un controllo mensile che si basi su dati tuoi, è quello che facciamo nel servizio SEO e motori di risposta; per parlarne, scrivici.
In sintesi
Da metà settembre 2026 una parte delle pagine di Google Search raccolte dai rank tracker contiene risultati sostituiti: per Nozzle l'8,7% delle prime pagine fino al 21 ottobre, il 6,2% delle pagine valutate per l'Italia, con stime molto diverse tra fornitori e nessun commento di Google. Il periodo coincide con lo spam update del 24 settembre-8 ottobre, quindi alcuni cali possono essere reali, e l'unico modo per distinguerli è controllare clic e impressioni della stessa query in Search Console. Il report SEO di una PMI dovrebbe partire dai dati di Search Console e dai contatti, con le settimane di settembre e ottobre segnate come dato da verificare.
Domande frequenti
Il mio report SEO dice che sono sparito da Google: devo preoccuparmi?
Non subito. Da metà settembre 2026 i rank tracker ricevono da Google una parte di pagine con i risultati sostituiti, e il sito può risultare sparito senza esserlo. Apri Search Console, filtra la stessa parola chiave e guarda impressioni e clic nelle stesse date: se sono in linea con le settimane prima, al sito non è successo nulla.
Cos'è una poisoned SERP?
È una pagina dei risultati di Google che sembra normale ma in cui gran parte dei siti abituali per quella ricerca sono stati sostituiti, spesso da social e forum. La ricevono gli strumenti che interrogano Google in automatico, non le persone. Nozzle la definisce come una pagina in cui compaiono meno della metà dei siti abituali della parola chiave.
Google ha confermato di falsare i risultati per i rank tracker?
No. Fino al 27 ottobre 2026 Google non ha commentato gli studi di Nozzle, Ahrefs, DataForSEO e degli altri fornitori. Le cause indicate, cioè blocchi degli indirizzi IP, CAPTCHA e pagine con risultati sbagliati, sono ricostruzioni dei fornitori. Anche il motivo, la difesa dallo scraping per le AI, è un'interpretazione e non una conferma.
La posizione media di Search Console è più affidabile del rank tracker?
Misura una cosa diversa. Search Console riporta la posizione più alta del tuo sito mediata su tutte le ricerche vere in cui hai avuto un'impressione; il rank tracker simula una singola ricerca da un punto. Per verificare un calo contano soprattutto clic e impressioni: se restano stabili, il dato dello strumento è quasi certamente sbagliato.
Il calo di fine settembre può dipendere dallo spam update di Google?
Sì, è possibile. Secondo il Search Status Dashboard lo spam update di settembre 2026 è durato dal 24 settembre all'8 ottobre, proprio nel periodo dei dati falsati. Se il calo si vede anche in Search Console, su più query e più pagine, è probabilmente reale e va analizzato. Se compare solo nel rank tracker e rientra in pochi giorni, no.
Cosa devo chiedere alla mia agenzia SEO dopo questi problemi?
Tre cose: se lo strumento usato filtra le pagine con risultati sostituiti, se i dati di settembre e ottobre 2026 sono stati ricontrollati o corretti, e se il report può partire da clic e impressioni di Search Console. Ahrefs, Semrush e SE Ranking hanno dichiarato di aver aggiunto controlli: un fornitore serio sa rispondere.
Fonti
Verificate alla data di pubblicazione. Dove una fonte non specifica i mercati, lo indichiamo nel testo.
- Nozzle Poisoned Google SERPs (10 ottobre 2026, aggiornato il 21 ottobre 2026)
- Google Che cosa sono i valori di impressioni, posizione e clic? (Guida di Search Console) (consultata il 30 ottobre 2026)
- Google Rapporto sul rendimento (Guida di Search Console) (consultata il 30 ottobre 2026)
- Google Search Central Eseguire il debug di cali del traffico nella Ricerca Google (consultata il 30 ottobre 2026)
- Google Anomalie dei dati in Search Console (consultata il 30 ottobre 2026 (voce del 3 aprile 2026 sulle impressioni))
- Google Search Status Dashboard September 2026 spam update (24 settembre - 8 ottobre 2026)
- Google Search Status Dashboard Ranking incidents history (consultata il 30 ottobre 2026)
- PPC Land Google feeds rank trackers swapped results on 8% of pages, Nozzle finds (ottobre 2026, aggiornato al 19 ottobre 2026)
- PPC Land Ahrefs says Google poisons 5 to 20% of results served to SEO data tools (22 ottobre 2026)
- Search Engine Roundtable Third-party Google rank tracking broken (con le dichiarazioni dei fornitori) (12 ottobre 2026, aggiornato al 27 ottobre 2026)
- DataForSEO Poisoned SERPs: What's Happening With Google Results and What We're Doing About It (23 ottobre 2026)
- BrightLocal Google's anti-scraping poison SERP (16 ottobre 2026)
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